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Chi scrive su Gesù Cristo?

Il più grande uomo di tutti i tempi oppure?

Confuse e contradditorie biografie su Gesù Cristo sono scritte sui Vangeli, le lettere di Paolo, gli Atti degli Apostoli e numerosi atti dei padri della chiesa. Tutte perciò di carattere cristiano, cioè di parte.

Nessun testimone oculare scrisse di lui, neppure lui stesso (scrisse sulla sabbia: davanti all’adultera). …nessuno lo ha mai letto però (secondo il vangelo di Giovanni), coloro che ne parlano non lo conobbero mai. La sua “biografia” è un gigantesco “si dice” su cui è stato ricamato quello che si voleva.

I vangeli non costituiscono fonte di verità storica diretta, sono il frutto di confuse e contradittorie dicerie aventi come origine leggende popolari molto note all’epoca.

I testi del Nuovo Testamento sono stati scritti lontani nel tempo e dai luoghi dove i fatti avvennero, con un fine promozionale.

Il Gesù Cristo sono in effetti due figure distinte. Il primo è un uomo (o più uomini ) che visse in Palestina e che perseguiva la libertà dalla sottomissione romana. Quindi una forma politica di liberazione dall’usurpatore.

L’esistenza dell’uomo chiamato Jehoshua/Gesù non ha supporti bibliografici. Chi fu, dove nacque, da quale famiglia proveniva, chi erano i suoi fratelli, chi erano i suoi genitori, che lavoro faceva, tutto è avvolto nel mistero.

Ciò fa supporre che:

  1. Se esistito non si rese protagonista di eventi degni di nota.

  2. Non si chiamava Jehoshoua. Forse era un Simone, Giuda, Giovanni, Giacomo, tutti zeloti patrioti che dal 7 al 135 D.C. tentarono di scardinare la supremazia romana in Palestina. Probabilmente costui raccolse gli echi di tutti costoro.

  3. Di Cristo invece si conosce abbastanza, anche se gli scritti sono costituiti da scrittori sconosciuti in tempi e in luoghi differenti. Due psedo testimonianze che i cristiani spacciano come reali, più un ritrovamento.

 

Tacito scrisse che Nerone spacciò per colpevoli e condannò i cosiddetti cristiani che prendono il nome da Cristo che fu crocifisso per opera del procuratore Ponzio Pilato.

Tacito ( Publio Cornelio Tacito nascita incerta tra il 55 e il 58 D.C. morto il 117 D.C.) quindi non ne fu testimone perciò o ha fatto delle ricerche storiche basandosi su racconti orali circolanti dei cristiani oppure che l’opera di Tacito, giunta a noi solo frammentaria e  “riordinata” all’Abbazia di Montecassino, possa essere stata in qualche modo rielaborata.

C’è poi la testimonianza di Giuseppe Flavio, storico ebreo romano, (nato 37-38 D.C. anche lui non testimone) che scrive che fu messo in croce da Ponzio Pilato. Il Cristo che risorse nel terzo giorno dalla sua morte e che malgrado tutto ancora ci sono i suoi seguaci. Il brano di Flavio è considerato uno dei più importanti extra biblici su Cristo.

1) stranamente Giuseppe Flavio non avrebbe mai esaltato Gesù Cristo avendo scritto appositamente per i romani e avendo anche romanizzato il suo nome proprio.

2) Giuseppe Flavio discendente da una famiglia sacerdotale, non avrebbe mai accettato un messia che non provenisse dalla casa di David. Era affiliato alla setta dei farisei.

3) Passo questo di Giuseppe Flavio molto discusso anche tra i cristiani dell’epoca e comunque neanche lui fu un testimone oculare essendo nato dopo la sua morte.

La recente (1971) scoperta di una Storia universale in lingua araba scritta in Siria nel X secolo dal vescovo e storico cristiano Agapio di Ierapoli riporta letteralmente il passo di Giuseppe Flavio su Cristo in una versione che pare da ritenersi più fedele all'originale. Afferma dunque Agapio che:

Similmente dice Giuseppe [Flavio] l'ebreo, poiché egli racconta nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: "Ci fu verso quel tempo un uomo saggio che era chiamato Gesù, che dimostrava una buona condotta di vita ed era considerato virtuoso (o dotto), e aveva come allievi molta gente dei Giudei e degli altri popoli. Pilato lo condannò alla crocifissione e alla morte, ma coloro che erano stati suoi discepoli non rinunciarono al suo discepolato (o dottrina) e raccontarono che egli era loro apparso tre giorni dopo la crocifissione ed era vivo, ed era probabilmente il cristo (messia) del quale i profeti hanno detto meraviglie"

Queste sono le UNICHE testimonianze...... le possiamo considerare documentazioni storiche? Proprio no!

Comunque non si è certi di niente, infatti oltre ogni ragionevole dubbio non è verificabile che il personaggio Yeoshua/Cristo sia quello che si tramanda.

Pare infatti che non sia il produttore del cristianesimo ma solo il suo prodotto e gli scrittori storici greci e latini, non spesero una parola per il “Dio Vivente”. All’epoca di Cristo, Roma produsse molti grandi scrittori, storici, filosofi, studiosi in genere. Possibile che a nessuno sia venuto in mente di scrivere le gesta di un personaggio che era famoso ancor prima di nascere?

Conosciamo tutti quello che fece Erode con i bambini maschi sotto i due anni, la strage degli innocenti è un episodio presente nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16) eppure non c’è scritto niente di ufficiale da nessuna parte. Eppure si sa che i romani erano famosi perché catalogavano e scrivevano tutto. Come può essere sfuggita una strage simile?

Soltanto nel Vangelo se ne parla, scritto comunque nel I secolo dopo Cristo.

Ma davvero sono stati Matteo, Marco, Luca e Giovanni coloro che hanno scritto oppure vari scrittori sconosciuti? E cosa hanno scritto? Sicuramente quello che si era tramandato o che si voleva tramandare. La lingua era il greco, almeno così ci dicono gli studiosi. Però questa storia di Gesù Cristo non era originale, infatti gli esseni, una particolare setta ebraica già ne parlava molto tempo prima e la predicava anche.

Oggi però si giura sui vangeli come di libri ispirati da Dio, ma solo quelli, non altri. Perché gli altri non sono canonici? Chi ha stabilito che alcuni sono ispirati da Dio ed altri no?

Fu Ireneo di Lione, teologo romano del II secolo D.C. Il suo pensiero fu influenzato da Policarpo di Smirne che fu un discepolo di Giovanni l’Evangelista.

Ireneo attaccava tutti coloro che seguivano un solo vangelo e poi anche tutti gli altri che ne seguivano molti. Perché dopo la morte di Cristo ne vennero fuori parecchi di vangeli, tanto che era solito dire: “Ci sono cristiani che si vantano di avere più vangeli di quanti sono i membri del loro gruppo, ma in realtà non ne posseggono neppure uno che NON trabocchi di cose blasfeme”.

Ecco quindi che Ireneo si trasforma in colui che per primo iniziò a ‘disboscare’ quella foresta di scritti e apocrifi come il libro segreto di Giacomo, il vangelo di Tommaso, il vangelo di Pietro, il vangelo di Maria e tanti altri ancora. Ne scelse quattro, ovvero i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Ne scelse 4 perché quattro sono i venti principali, quattro le regioni del mondo e quattro gli animali che sorreggevano il trono di Dio (Ezechiele). Perciò quattro devono essere i pilastri della Chiesa.

Matteo e Giovanni perché testimoni oculari degli eventi che raccontano e Marco e Luca discepoli di Pietro e Paolo. Peccato che oggi sappiamo che nessuno di questi vangeli sia stato scritto da questi “evangelisti” e che neanche quelli apocrifi sono stati scritti da: Filippo, Pietro, Tommaso ecc.

Da una attenta lettura di questi 4 vangeli, emerge la necessità di far credere che Gesù Cristo era Uomo, ma anche Dio (La resurrezione ne è la riprova più significativa), allontanando così la visione che apparteneva ai primi cristiani e che viene fortemente respinta da Giovanni, ovvero: la convinzione che il divino dimori sotto forma di ‘luce’ in ogni essere umano. Purtroppo molti cristiani leggono (se li leggono!) questi testi apocrifi partendo dal presupposto che siano semplicemente falsi e giustamente considerati eretici.

In realtà questi scritti apocrifi trattati con disprezzo e definiti gnostici ed eretici, si presentano come un insegnamento cristiano poco conosciuto e poco familiare, proprio a causa dell’opposizione ostile e trionfante di cristiani come Giovanni e come appunto Ireneo, suo fedelissimo sostenitore; ma che nascondono al loro interno una saggezza e una bellezza pari o addirittura superiore ai vangeli canonici.

Poi se qualcuno riesce a spiegarmi questo:

Simon Pietro disse loro: “Cacciate via Maria,
perchè le femmine non sono degne della vita”.
Gesù disse: “Io le insegnerò a diventare maschio,
perchè anche lei possa divenire uno spirito vivo
simile a voi maschi. Poichè ogni femmina che si farà
maschio entrerà nel Regno dei cieli
.” Vangelo di Tommaso

 San Paolo …..Voglio tuttavia che sappiate questo: Cristo è il capo di ogni uomo, l'uomo è capo della donna e Dio è capo di Cristo. Ogni uomo che prega e profetizza a capo coperto, disonora il suo capo; al contrario, ogni donna che prega o profetizza a capo scoperto, disonora la sua testa, perché è come se fosse rasa. Se una donna, dunque, non vuol portare il velo, si faccia anche tagliare i capelli! Ma se è vergognoso per una donna essere rasa, si copra col velo. L'uomo, invece, non deve coprirsi la testa, perché è immagine e gloria di Dio; mentre la donna è gloria dell'uomo. Infatti, l'uomo non ebbe origine dalla donna, ma fu la donna ad esser tratta dall'uomo; né fu creato l'uomo per la donna, bensì la donna per l'uomo. Quindi la donna deve portare sul capo il segno della podestà per riguardo agli angeli.” - 1 Corinti 11, 3-10

Ecco dove i musulmani hanno preso spunto per il velo, il bulka ecc.

Per concludere noi ci rivolgiamo ai vangeli come se fossero verità mentre anche fra i quattro canonici ci sono discordanze. Possiamo credere che siamo verità quando sappiamo con certezza che neanche conosciamo chi li ha scritti, né quando e che poi nel tempo, con le trascrizioni e le traduzioni chissà quante modifiche hanno apportato? Senza contare che non si trovano conferme nei testi ufficiali se non, come ho scritto sopra, qualche riferimento mai però verificato dallo scrivente né come testimone oculare e neppure come fonte certa autenticata.

Fin da ragazzo ho sempre avuto la curiosità di conoscere cosa fece l’uomo chiamato Gesù durante la sua vita tra i 12 e i 30 anni. Immagino che in quel lasso di tempo molto lungo, un personaggio come lui, doveva per forza lasciare qualche traccia nel mondo, invece i testi sacri tacciono, non sanno. Questo è molto strano perché da parecchio tempo si sapeva del messia. Possibile che abbia “dormito” come aiuto falegname e poi all’improvviso si sia ricordato di avere una missione da compiere? Nei testi extra biblici si parla che Gesù viaggiò molto ma con i si dice non si arriva a niente, quindi la mia domanda finora è rimasta inascoltata. Nessuno sa rispondermi. Probabilmente posso ipotizzare che questo Gesù di Nazareth spuntò all’improvviso così come ne spuntarono tanti in quell’epoca e che poi si sia costruito tutto intorno iniziando da quello che predicavano gli esseni.

Comunque Paolo, il nuovo apostolo, almeno così lui si faceva chiamare, forse uno dei più grandi fra tutti (sempre a sentire lui), dicono che dopo essere stato un persecutore feroce dei cristiani, all’improvviso ebbe una folgorazione così intensa che cadde a terra.

Anche Caravaggio nel 1600-1601 lo dipinse (Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma). Da quel momento si convertì nella fede per Gesù Cristo dicendo che era nato da una vergine che fu crocifisso e risorto. Una predicazione che gli causò molti problemi comprese delle fustigazioni (5 x 39). Fu accusato di tutto compreso fomentazioni ai tumulti. I suoi nemici più cruenti furono proprio coloro che erano della sua stessa fede: gli ebrei perché non credevano che Gesù Cristo fosse il messia che attendevano da tanto. Il cristianesimo se non ci fosse stato Paolo, forse non sarebbe mai nato ma sarebbe svanito come tante altre correnti di quel tempo.

 

Dovrò in seguito informarmi di più su quello che ha combinato Paolo, perché davvero sembrava non gli importasse della sua persona ma soltanto della sua missione.

Sono un miscredente? Un eretico? Per fortuna vivo in un tempo e in una nazione dove posso permettere di esprimere liberamente il mio pensiero.

Probabilmente parecchi fedeli mi giudicheranno male, ma nessuno pensa di uccidermi come si faceva un tempo. Perché non dimentico che solo qualche tempo fa non era permesso di dubitare, non era permesso nient’altro che quello che la Chiesa imponeva. La pena poteva essere anche il rogo! Come non dimentico che i papi si compravano il titolo e che nessuno di loro era un timorato di Dio, anzi…..

Ho visitato tempo fa Palazzo Farnese a Caprarola, residenza del Cardinale Alessandro Farnese tra le tante meraviglie e lussi, c’erano anche le stanze dove il cardinale e i suoi “amici” si intrattenevano con le “signore”.  Come non dimentico tutte le guerre e i morti che sono avvenuti con il grido di: Dio lo vuole!

Comunque basta essere nati in un determinato luogo per essere sottomessi alla religione vigente. Certo si può scegliere fra le tante, ma tutte portano alla stessa sottomissione, quella più quella meno. Se poi si è all’oscuro di tutto, almeno per la nostra religione, c’è un tempo in cui sarai giudicato lo stesso. Ma non tutti la pensano allo stesso modo, infatti, se i testimoni di Geova ti informeranno dandoti la buona notizia, cioè che risorgerai se seguirai il sentiero di Dio, se poi non lo farai, sarai perduto. Perché essendo consapevole non hai voluto seguire la strada giusta, quindi morirai per sempre.

Fin da piccolo sono stato un grande “capoccione” nel senso che se non mi spiegavano per filo e per segno perché dovevo fare una certa cosa, difficilmente la facevo spontaneamente.

Di solito ne subivo le conseguenze rimettendoci molto. Invece se riuscivano a darmi delle spiegazioni esaurienti, anche se non ero d’accordo, solitamente acconsentivo a farla quella determinata cosa. Invece per la religione sono stato completamente soggiogato fin da piccolo.

I perché me li chiedevo sempre ma non trovavo mai una risposta soddisfacente, né da me stesso e neppure dai tanti sacerdoti con il quale ho parlato. Avevo talmente bisogno di sentirmi protetto che lasciavo perdere il “buon senso” accettando a scatola chiusa ogni cosa mi veniva predicata. Poi, all’improvviso, nel giro di pochi mesi, cambiò tutto! Mi allontanai velocemente da Dio e da quello che rappresentava. Dopo tanti anni mi è venuta la curiosità di interessarmi a queste cose che in un modo o in un altro ci hanno condizionato e tutt’ora ci indicano la strada da seguire. Perciò ho cominciato a studiare sul serio la Bibbia e quello che ne consegue.

Non posso accettare, soltanto perché me lo dice qualcuno, che le cose si sono svolte in un determinato modo. Se poi non mi dimostrano prove concrete. Se poi questo qualcuno è la Chiesa che per millenni ha fatto solo i propri interessi, sto molto in guardia. Quando poi mi dicono che la Bibbia io non sono in grado di leggerla perché non ho studiato molto e quindi incontrerei difficoltà, penso che Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai bimbi”. Infatti basta leggere la Bibbia da soli, senza maestri che ci dicano cosa e come leggere, per capire che tutto ciò che ci hanno raccontato sono solo frottole.

Si continua a diffondere una verità che non è scritta sulla Bibbia, tanto che nel leggerla non volevo credere fosse così differente da quanto mi avevano insegnato. Non perché non capisco, proprio perché la Bibbia dice una cosa e la Chiesa ne insegna un’altra. Già dai primi versetti, nella Genesi, si capisce che la Bibbia parla d’altro, non certo d’amore e di pace. Incredibile quanto è diversa, eppure nella nostra vita riportiamo ogni cosa con le feste religiose che determinano da sempre, ancor prima del cristianesimo il nostro lavoro e il nostro riposo.

Ci sono modi di dire che ormai fanno parte di noi e li citiamo come se fossero scadenze canoniche laiche: lo mangeremo il panettone? Per dire, si arriverà a Natale? E così per la colomba o l’uovo pasquale. Tutto l’anno è determinato dalle feste religiose tolta qualche ricorrenza rara del lavoro o della Repubblica. Quando poi ci sono i funerali di una personalità, la chiesa assume il ruolo primario nei mass media. In ogni dibattito che si svolge per ricordare la persona scomparsa, non manca mai il sacerdote o chi per lui che narra di quanto fosse fedele e gentile.

Pare che tutto sia ormai sotto la protezione del Signore e i suoi ministri sono coloro che in terra svolgono lo stesso ruolo. Per tutto il periodo dalla morte al funerale non si parla e non si vede altro. La chiesa in questi casi rinnova ancora di più il suo potere e il popolo si sottomette volentieri, chinando la testa e ancor più l’intelletto. Tutto ciò lo percepiamo come “normale” perché siamo nati in questa normalità. E’ corretto che nei funerali i ministri di Dio facciano la loro parte.

E’ comunque una consolazione sapere che in realtà lo scomparso non sia morto del tutto, ma dorma in attesa di essere svegliato e vivere per sempre accanto a propri cari. Il dolore è meno intenso se abbiamo questa certezza. Non serve chiedersi il perché sia toccato proprio a lui, al nostro caro. L’angelo custode a volte non sta attento proteggendoci, può capitare, ma quello che non riusciamo a capire è il perché è stato chiamato proprio lui e non un altro, magari chi si meritava di più morire, rispetto al nostro caro. Ci viene sempre risposto che il disegno di Dio noi non lo possiamo neanche immaginare. Lui sa nella sua immensa bontà il perché, a noi miseri mortali non è concesso sapere.

Inutile però discutere con chi da una vita è immerso in questo credo. La risposta è sempre la stessa: ho vissuto bene fino adesso e rettamente con la mia fede e adesso dovrei rinnegare tutto e non credere più a niente? Solo perché tu dici che non è vero? Questo lo credi tu, io ho bisogno di credere e perciò ci credo. Male non può fare certamente.

Dovrei buttare via tutte le credenze di una vita, le mie tradizioni e perché poi? Perché tu hai letto che non sono cose vere……. Finiscila e smettila di importunarmi perché a me di quello che dici non interessa niente! 

Cercare di far ragionare chi non lo desidera è una vera impresa e anche aggiungere che si è padroni di professare quello che si crede. Era solo questione di un ragionamento nient’altro. Nessuna intenzione di imporre la mia ragione, che in definitiva non esiste perché io non ho certezze, come le posso provare le mie idee? Non è possibile neppure conversare liberamente perché si è subito interrotti. Mi accusano di dire sciocchezze e bugie ma se chiedo il perché l’unica risposta è che la religione insegna… il catechismo dice… in chiesa si fa….Come chiedere all’oste com’è il vino…. Si finisce col chiudersi a riccio nella propria fede ed è inutile insistere che mai e poi mai intendo discutere di questo, il mio intento è conoscere e se possibile far chiarezza nient’altro. Come io prendo atto che il mio prossimo ha fede in quello che dicono le scritture, il mio prossimo dovrebbe prendere atto che io non ho alcuna fede in quello che hanno scritto in quelle stesse scritture per i motivi descritti sopra. E’ tanto difficile capirlo? Ebbene si tantissimo!

 

                                                                            Natale Pappalardo  2018

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