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Matteo

Inizio a leggere il vangelo secondo Matteo in maniera letterale senza interpretare, anche se qualche versetto francamente non lo capisco. Dovrei quindi cercare di comprenderne il significato, magari ipotizzando. Rinuncio però ad ogni congettura perché sarebbe una forzatura a quanto scritto. Quasi tutto quello che leggo mi è familiare, nel senso che lo avevo già sentito dire o letto da qualche altra parte. D’altronde siamo immersi da secoli sia nei messaggi delle parabole e sia nei detti ormai di uso comune che fanno parte della nostra vita da sempre.

Ho quasi finito tutto il primo dei vangeli canonici, ma difficilmente potrò scrivere qualcosa perché dovrei riportare tutto il Vangelo e poi mettere in evidenza alcuni versetti o parte di essi e commentarli. Il mio problema è che avrei da ridire su quasi tutto. Le parti che non capisco, vorrei che mi fossero spiegate e quelle che intendo bene mi paiono esageratamente fantasiose. Non mi riferisco naturalmente ai miracoli, di cui io non posso esprimermi, non avendo vissuto quelle vicende, intendo le faccende pratiche che ognuno di noi vive ogni giorno. Queste sono raccontate come se fossero vere e proprie favole.

Le esigenze che abbiamo nel quotidiano, oggi sono per lo più risolte o attenuate da quanto ci circonda. Ci aiuta moltissimo la tecnologia che è arrivata, almeno tra i popoli occidentali, ad un livello che ci consente di avere l’acqua corrente in casa e il cibo sempre pronto, per non parlare di tutto il resto. Ma in quei tempi, a meno di non essere ricchi, occorreva disporre di tutto il giorno per poter badare a sé stessi e alla propria famiglia soltanto per rimediare di che sfamarsi.

Non credo che ci fossero in giro molte persone sfaccendate, intendo dei perdi tempo, piuttosto i più erano costretti a darsi da fare per sostenersi senza avere il supporto dei sindacati o di chi cercava di proteggere i lavoratori, immagino parole senza senso per quei tempi. Quindi credo che quasi tutti erano talmente impegnati nelle loro attività giornaliere, da non potersi permettere di mollare il proprio lavoro e andarsene a…. spasso dietro il primo Messia che passava. Non si trattava solo del proprio sostentamento, che come ho letto, era rimediato da Gesù stesso con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, (soltanto in due casi) piuttosto quello delle loro famiglie rimaste in casa. Oppure devo pensare che la gente, tutta, lasciava ogni cosa e si metteva a seguire per giorni e giorni Gesù? Lui andava in barca e la gente lo seguiva dalla riva…..Lui andava in montagna e la gente lo seguiva su per i sentieri trasportando gli  infermi….. Sicuramente facendo miracoli, guarendo gli ammalati, facendo resuscitare i morti era logico avere un seguito. Tanto che anche Matteo stesso lasciò il suo lavoro di esattore delle tasse e si mise a seguirlo e così fecero altri come Pietro e suo fratello che mentre riparavano le loro reti da pesca, mollarono tutto diventando pescatori di uomini.

Tutti gli apostoli lo seguivano dappertutto e a loro seguito non avevano nient’altro che i propri sandali e la propria tunica. Gesù stesso impedì loro di portarsi dietro una borsa con i ricambi, neppure un bastone per il proprio sostentamento era permesso. Non avevano bisogno di niente! Dovevano camminare da una città all’altra dietro Gesù. Ogni tanto gli chiedevano spiegazioni e lui rispondeva con delle parabole in maniera che tutti potessero capire. Migliaia di persone riuscivano ad ascoltarlo mentre parlava, magari interloquendo con qualcuno accanto a lui. Ricordo che allora non erano dotati di impianti di amplificazione della voce.  Però tutti sentivano!

Quando arrivavano in un villaggio, stanchi del percorso fatto, cercavano un probo, una persona retta e gentile, che riuscisse a sostenerli facendoli riposare, rifocillare, lavare. Se non riuscivano a trovarlo perché non ce n’erano, allora quel villaggio avrebbe fatto una brutta fine, peggiore a quanto capitato a Sodoma e Gomorra. Le parole precise sono: nel giorno del giudizio alla terra di Sodoma e Gomorra sarà riservata una sorte più tollerabile che non a quella città.  Mt 10,11-15

"Vangelo secondo Luca, 8 1. In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. 2. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, 3. Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni." Adesso è chiaro, Luca ha risposto alle mie perplessità. Non avevano bisogno di lavorare anche perché al loro seguito c’erano delle donne benestanti che li assistevano con i propri beni.

 Poi c’erano altri mezzi per riuscire a mantenersi, infatti questo è ben spiegato in Matteo 19

Il ricco rinuncia

16 Un tale venne da Gesù e gli chiese: «Signore, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?» Ma Gesù gli disse: 17 «Parli di bontà? Ce nʼè uno solo, sai, che è veramente buono: Dio. Ma, per rispondere alla tua domanda, ti dico che entrerai nella vita se obbedirai ai comandamenti».

18 «Quali?» chiese lʼuomo.

E Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire il falso contro nessuno, 19 onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso!»

0 «Li ho sempre rispettati tutti questi comandamenti», replicò il giovane. «Che cosa devo fare ancora?»

21 Gesù gli rispose: «Se vuoi essere perfetto, vai a vendere tutto ciò che possiedi e dai il denaro ai poveri; ne riceverai un tesoro in cielo. Poi vieni e seguimi».

22 Ma quando il giovane udì queste parole, se ne andò via tristemente, perché era molto ricco.

23 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «È quasi impossibile per un ricco entrare nel Regno dei Cieli.

24 Anzi, vi assicuro che è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel Regno dei Cieli!»

Dare tutto ai poveri? Quindi questo è il segreto per poter entrare nel regno di Dio, eppure non ci è stato insegnato a far questo dai nostri ministri religiosi. Forse perché se predicassero ciò che Gesù aveva risposto al giovane, la chiesa non avrebbe più nessun fedele!

Ma in che modo occorreva dare ai poveri e chi erano i poveri di allora?

Qui ci viene in aiuto Luca negli Atti degli Apostoli che, secondo la tradizione, viene attribuito scritto da lui.

"Atti degli Apostoli, 5 1. Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere 2. e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. 3. Ma Pietro gli disse: «Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? 4. Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio»."
"All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano. 6. Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e lo seppellirono. 7. Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. 8. Pietro le chiese: «Dimmi: avete venduto il campo a tal prezzo?». Ed essa: «Sì, a tanto». 9. Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te»."
"D'improvviso cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo marito. 11. E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose."

Quindi i proventi delle vendite dovevano essere portate agli apostoli e messi davanti ai loro piedi.

Erano loro i poveri…. Certo erano incaricati proprio gli apostoli a distribuirli…..

Posso pensare che i due poveretti siano stati uccisi da Pietro o chi per lui? Oppure mi spingo troppo oltre?  Non succede anche oggi con certe sette moderne la stessa cosa o sbaglio?
Intanto Gesù continuava con le sue parabole…. Anche se non tutte erano semplici da essere comprese, almeno da uno come me. Anche molti passaggi della sua predicazione sono contrastanti. Io non riesco a capire come si possa dire agli apostoli di andare a predicare in tutto il mondo e contemporaneamente impedire di predicare ai pagani e nella terra dei samaritani.

Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani, rivolgetevi, piuttosto, alle pecore perdute della casa d’Israele Mt.10,5-6

Ribadisce sempre di essere solo ed esclusivamente per gli israeliti ed infatti quando una donna “straniera” gli si butta sui piedi affinché salvi la vita della figlia, lui all’inizio neanche le risponde, poi dopo l’insistenza della gente:” Non sono stato mandato se non alle pecore disperse della casa d’Israele.” Mt 15,24 Ancora la gente insiste e allora Gesù:

“Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini” Mt 15,26.

 La cananea aveva una figlia afflitta dal demonio e prontamente rispose: “si Signore; ma anche i cagnolini si nutrono delle briciole che cadono dalla mensa dei padroni”. Mt 15,27.

A questo punto Gesù si impietosisce e salva la figlia.

Finora i versetti più ostici sono stati Mt 10,34-37 Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra, non sono venuto a portare la pace, ma la spada. Sono venuto a separare l’uomo da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora da sua suocera. Sì nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua. Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me. Chi ama il figlio o la figlia più di me, non è degno di me.

Devo a questo punto prendere alla lettera queste parole come ho fatto con tutte le altre? Ebbene sono frasi precise degli Zeloti, cioè dei ribelli o partigiani (a seconda di come desideriamo inquadrarli) che volevano cacciare l’usurpatore romano dalle loro terre. In famiglia si formavano dei simpatizzanti a questo movimento che andavano in contrasto con gli altri familiari che non volevano fastidi dai romani. Fastidi che potevano intensificarsi fino alla confisca dei beni e anche alla loro morte.

Questa è un’altra faccia di Gesù, quella del patriota combattente che nulla ha a che fare col porgere l’altra guancia. Era lo stesso Gesù oppure un altro? E’ lecito porsi queste domande dopo la lettura di questi versetti? Sono stati scritti sempre da Matteo, lo stesso apostolo? Io ricordo che Matteo era il più ortodosso fra loro e osservava le regole giudaiche esattamente come Gesù. Quindi questi versetti possono essere più veritieri rispetto ad altri che come leggo, sono completamente contrastanti.

 

Ritornando agli apostoli, che lasciarono tutto e seguirono Gesù, Pietro ad un certo punto chiede che benefici avranno del loro sacrificio un domani. Gesù risponde che quando lui sarà alla destra del padre, vi saranno anche dodici troni dove siederanno gli apostoli che giudicheranno le dodici tribù d’Israele. Mt 19,28. (perciò anche Giuda siederà sul trono).

Anche qui ancora una volta si ribadisce che Gesù è venuto per Israele, non per noi. A questo punto ancora non è entrato in ballo Paolo che con la sua “visione” ha sconvolto tutto il volere di Gesù stesso.

La famosa frase: date a cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, viene pronunciata da Gesù, secondo Matteo, perché i farisei volevano coglierlo in fallo facendogli dire se fosse giusto o no pagare i tributi ai romani. Qualsiasi fosse stata la sua risposta, avrebbe ottenuto un discapito o per i romani o per loro stessi. Gesù si fece dare una moneta e disse loro cosa c’era rappresentato sopra. I farisei risposero che c’era l’effige di Cesare, quindi pronunciò quella frase facendo andare via i farisei.

 

In tutto il Vangelo secondo Matteo si parla sempre di farisei e sadducei come se fossero delle vipere. Gesù stesso non usa parole diverse quando si rivolge a loro. Ma chi sono costoro? I Sadducei durante l’epoca di Gesù erano considerati degli aristocratici, ricchi e potenti. Ottenevano perciò le più alte autorità sia di giustizia (Sinedrio) che religioso. Si interessavano però per lo più di politica ed erano in ottimi rapporti con i romani. Però quando nel 70 D.C. il tempio fu distrutto, anche loro sparirono. Erano autosufficienti rispetto alla vita di tutti i giorni, tanto da negare il coinvolgimento di Dio. Non credevano nella resurrezione dei morti. Nessuna forma di vita dopo la morte. Negarono sempre un mondo spirituale come angeli e demoni.

I farisei invece erano religiosi della classe media imprenditoriale e perciò avevano molti contatti con il popolo. Erano molto severi con la religione e l’osservavano scrupolosamente.

Con Gesù si scontrarono spesso perché lui li accusava che erano solo apparenza. Molti versetti sono dedicati a loro e tutti di disapprovazione. Anche loro facevano parte del Sinedrio anche se in numero inferiore ai sadducei, erano comunque importanti perché avevano il popolo dalla loro parte.  Credevano che Dio controllava tutte le cose anche se individualmente potevano variare qualcosa, tipo aiutati che Dio ti aiuta. Credevano nella resurrezione dei morti e nella vita dopo la morte con ricompensi o castighi e credevano agli angeli e ai demoni.

Pur essendo questi due gruppi religiosi rivali, per la questione di Gesù, si unirono.

In realtà in quei tempi c’erano altri gruppi religiosi sempre di estrazione giudaica, come gli esseni o i samaritani. Ognuno di loro credeva in cose diverse anche se tutti provenivano da uno stesso credo.

Spesso ci si confonde tra i filistei e i farisei ma sono due cose diverse. Infatti i filistei non sono ebrei provenivano da una zona ancora oggi sconosciuta anche se si hanno tracce in Creta e in Grecia. Arrivarono sulle coste della Palestina a cui diedero il nome sempre lottando contro tutto e tutti, persino con l’Egitto. Ebbero varie fortune al tempo di Sansone lottando specialmente contro gli ebrei. Ma anche loro poi furono sconfitti da altri popoli. Restarono sempre un grande nemico degli ebrei.

Ho terminato il Vangelo secondo Matteo. In conclusione, come già scritto precedentemente, parecchie cose le conoscevo già per averle sentite e risentite praticamente ovunque, persino nei vari film che ho visto.

Nelle ultime pagine Matteo descrive con particolari molto toccanti il travaglio e la paura dell’uomo Gesù, però anche con la consapevolezza che tutto già era scritto da tempo e che lui era a conoscenza di ogni cosa, proprio di tutto. Dal bacio di Giuda, al canto del gallo.

Proprio non sono riuscito a capire il perché doveva svolgersi in questo modo la venuta di Cristo. In realtà me lo sono sempre chiesto, fin da bambino, però adesso che sono arrivato quasi alla fine dei miei giorni, ancora non capisco. Perché doveva essere ucciso e proprio nel modo peggiore? Possibile che solo così poteva espiare la nostra colpa? Ma poi quale colpa? Quale peccato?

Dimentico sempre che c’è da fare un distinguo tra il Gesù che era stato mandato per la casa di Israele e quello che era stato mandato per tutto il mondo. Perché spesso le due questioni sono divise, spesso unite e altre volte si intrecciano o si contrastano a seconda di chi scrive o di chi copia e corregge i vari versetti.

La storia raccontata da Matteo è davvero incredibile, nel senso che non è credibile assolutamente. Posso però credere che ci sia stato un messia più in gamba di tutti gli altri che sia riuscito a far parlare di sé abbastanza, ma non tanto da far sì che le cronache romane se ne occupassero. Perciò se Gesù fece davvero miracoli, per i romani o gli scrittori del tempo, non furono tali da essere presi in considerazione neanche per un breve scritto. Dalla storia dei re Magi, alla stella cometa, dalla strage degli innocenti e da tutto il resto, come nel momento della morte con il terremoto, l’eclisse della durata di tre ore, i morti che uscivano dalle tombe ecc.

 D’altra parte non posso dimenticare che questo Vangelo secondo Matteo, viene ritenuto scritto da lui, ma nessuno ne è certo. E’ stato scritto dopo decenni dagli avvenimenti avvenuti che si sono tramandati oralmente da bocca ad orecchio da persona a persona per anni e anni. Non trascuro poi che forse era scritto in aramaico, poi tradotto in greco ed infine ricopiato da amanuensi non si sa quante volte, specialmente nei monasteri cristiani. E’ lecito da parte mia mettere in dubbio la veridicità di quello che ho letto? Anche perché davvero vi sono due facce di una stessa moneta. Su una leggo esattamente le leggi che Yahweh diede a Mosè sul desiderio, l’adulterio, il divorzio ecc. Mentre sull’altra li rivolta completamente, come l’odio per i nemici, la vendetta, la gelosia ecc.

La mia speranza di avere le idee più chiare con la lettura del Vangelo, rispetto all’Antico Testamento, si è rivelata vana. Mi auguro che con i prossimi Vangeli, riuscirò a trovare un filo conduttore più logico. Purtroppo in quel territorio hanno tramandato tante cose sia oralmente che scritte che poi nel tempo sono cambiate a tal punto, da differenziarsi fino a diventare religioni differenti. Una sola costante Yahweh, tutto il resto è mutevole, possibile.

                                   

                                                                                                       Natale Pappalardo maggio 2018

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