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Radioamatore

Ho conseguito la licenza ordinaria il 10 febbraio del 1977 col nominativo  I0ONP licenza numero 14020 però in quel periodo non possedevo alcun apparato radio personale. In casa ci stavo poco o quasi per niente perchè il mio lavoro di radiotelegrafista di bordo mi portava lontano da casa. Nel 1978 entrai a far parte della grande famiglia di Romaradio IAR, quindi confesso che non sentivo la necessità di possedere una stazione radio personale, quella con cui lavoravo tutti i giorni mi bastava ed avanzava. In realtà non avevo neanche tanto tempo da dedicare alla radio se non qualche minuto alla C.B. di cui mi apppassionai molto.

Era il periodo in cui abitavo ancora a Roma, esattamente a Monte Sacro e quando ero a casa, specialmente di notte, mi divertivo a comunicare su quelle frequenze e a conoscere personaggi incredibili. Ancora i disturbatori erano rari e la banda cittadina, così com'era chiamata, si prestava molto ad essere comunicativa ed intrigante.

Ricordo con molta nostalgia le persone che ho conosciuto ed incontrato in quel periodo. Qualche volta ci vedevamo (in verticale) di mattina molto presto in alcuni locali particolari  di Roma dove sfornavano cornetti e bombe che al solo  ricordo mi viene l'acqualina in bocca.

In seguito andai ad abitare ad Allumiere (Roma), un paesino sulle colline di C/Vecchia, dove montai subito la  mia Ground-Plane. In quella località la CB non era solo un piacere ma anche una necessità per i numerosi casali sparsi per il territorio che avevano come contatto, oltre al telefono per chi era fortunato, solo noi "cittadini" per le necessità di cui spesso avevano bisogno o anche per una chiacchierata notturna. Spesso si avvicinavano a questi casali sperduti tra la campagna, automobili che sembravano sospette. Noi della C.B. eravamo in qualche modo un contatto che dava sicurezza, la consapevolezza per loro di non essere soli.

Presi l'abitudine di portarmi il mio Cobra 21 anche a bordo e spesso quando facevo viaggi costieri italiani, sul Gianni Zeta e sulla Mar mi mettevo in contatto con mia moglie per ore. Lei da un'altura a circa 100 metri da casa, dove poteva spaziare con lo sguardo e quindi con l'antenna della macchina, sul Tirreno che aveva di fronte a se, con Giannutri, l'isola del Giglio e il Monte  Argentario; fino a quasi le Isole Ponziane che certo non si vedevano. Però con la 27 mhz a volte ci sentivamo. Che soddisfazione quando dal centro dell'Atlantico chiamavo cq barra nautica! Chi mi rispondeva non credeva fosse il mio vero QTH!

Feci scadere la licenza I0ONP a causa del poco impegno di quel periodo. Nel 1999 ne presi un'altra col nominativo IZ0DDD e da allora iniziai ad interessarmi anche ad una mia stazione personale. Però abbandonai la CB, non erano più i tempi gloriosi di una volta. Qualche volta ci provavo a mettermi in frequenza ma la maleducazione imperava. Iniziai quindi col CW che è l'unica attività che pratico ancor'oggi.

Posso però definirmi un Radioamatore? No, almeno non credo, se per radioamatore si intende un operatore a tutto tondo che ha in una mano il saldatore e nell'altra il tasto o il microfono. Non posso definirmi un radioamatore a meno che non si intenda per questo un amante della radio. Questo si, lo sono sempre stato fin da banbino. Poi mi interesso di CW, anche se, non di tutto quello  che si pratica oggi, ma solo di quel tipo che io definisco Radiotelegrafia Marittima.

 

Ormai una'attività obsoleta, finita, perchè l'evoluzione delle radiocomunicazione l'ha sepolta. Ho trovato spazio per praticare il CW solo fra le frequenze amatoriali e quindi è stato automatico il mio interesse per gli O.M.

Fra costoro ho incontrato altri nostalgici che come me lo esercitano nella forma che a me più piace, quella che in passato era l'unica forma di radiocomunicazione possibile. Però col passare del tempo siamo sempre meno sulle frequenze canoniche e difficilmente riusciamo ad incontrarci. Si è cercato in tutti i modi di far crescere i giovani e di avvicinarli a questa "pratica" e con qualcuno si è anche riusciti nell'impegno. Però sono pochi, sempre meno coloro che dopo un'improvvisa fiammata di "passione" restano ancorati al CW tradizionale. E' difficile seguirne la traccia, è impegnativo non lasciarsi fuorviare da "esperti" che considerano il CW solo un gioco per manifestare che dopotutto è l'apparire più che l'essere che conta sul serio.

In realtà ormai è finito il "senso" vero del significato ricevere e trasmettere per mettere il corrispondente a proprio agio. Oggi sempre più si è portati a vezzeggiarsi e a dimostrare la propria bravura a discapito del prossimo che deve per forza cercare di interpretare le varie manipolazioni da "esperto". Tutto ciò è possibile farlo perchè nessuno deve dimostrare che quanto si è ricevuto è davvero quanto l'altro ha trasmesso. Specialmente nel linguaggio in chiaro, quando si è padroni della lingua. Basta riuscire a capire qualche carattere di una parola o alcune parole per poi poter costruire tutta una frase interpretandola. Oggi si può fare, ormai si ascolta il corrispondente senza scrivere niente, a che serve? A chi dobbiamo mostrare il telegramma o il bollettino meteo o la stampa? A nessuno, quindi questa pratica è la norma. Giusto che ormai sia così. Però per chi come me, ha imparato a non interpretare niente ma a  ricevere carattere per carattere, non posso  accettare questa maniera di ricevere approssimata. Basterebbe che costoro dovessero ricevere in una lingua a loro sconosciuta per mettere in evidenza tutti i loro limiti.

Questo solo per manifestare la mia amarezza nel considerare il CW, una forma di radiocomunicazione ormai destinata a non essere più esercitata neanche dai radioamatori.

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