
IL PERICOLO NUMERO UNO: LA DONNA
Questo articolo mi attirerà molte antipatie da parte delle donne, pur essendone consapevole a prescindere dalle conseguenze, ho deciso lo stesso di scriverlo. Mai avrei pensato, anche lontanamente nel passato, a una differenza forma mentis tra l’uomo e la donna. Quando in alcuni paesi si esercitano delle discriminazioni sulle donne, rispetto agli uomini, ho sempre pensato all’enorme ignoranza di quei popoli e della loro arretratezza. Mi riferisco alla considerazione di questa gente, che le donne siano ad un livello inferiore rispetto agli uomini.
D’altra parte le tre religioni monoteiste principali, insegnano proprio questo ai loro popoli: il mondo è dei maschi! Anche quella cristiana non fa eccezioni, anche se ultimamente qualcosa sta cambiando. Si sta cercando in qualche modo di correggere gli errori del passato, commettendo degli sbagli forse peggiori.
Non è con dei decreti o delle leggi che si possono cambiare secoli, se non millenni di ottusità, serve la consapevolezza e questa si ottiene solo con la conoscenza che è ricerca e studio. Una di queste assurdità per rimediare, per modo di dire, ai soprusi commessi dal genere maschile, sono le quote rosa, dove le donne, essendo anche nel nostro paese discriminate per via delle diverse opportunità, di studi, di vita ecc. ecc. seguono un percorso privilegiato che consente loro di essere elette, nel caso della politica, in una certa percentuale creata proprio dalla lista rosa. Se fossi una donna, non accetterei assolutamente di far parte di quella suddetta quota, mi sentirei mortificata! Certamente l’intento sarebbe di aiutare, per quanto possibile, all’elezione delle donne tra i politici.
L’esperienza da immigrato degli anni ’50 del secolo scorso mi ha insegnato che a prescindere dalle opportunità che si hanno rispetto agli altri, tutto lo si debba guadagnare senza alcuno sconto. La mia famiglia si trasferì dalla Sicilia a Genova quando io ero ancora un bambino, tanto da frequentare l’asilo e poi le scuole elementari in quella città. Mia madre pretendeva che i miei fratelli ed io parlassimo in italiano e non in dialetto. Ci diceva sempre: noi siamo considerati dai genovesi dei terroni, ebbene dobbiamo dimostrargli che non solo siamo come loro ma addirittura meglio. Quindi ogni cosa che facciano, ogni nostro comportamento, ogni nostra mossa deve essere fatta meglio di come le farebbero loro. Non c’è altro mezzo per ottenere rispetto! Questo è il principio che dovrebbero perseguire le donne a prescindere dagli impedimenti causati dalla nostra società. Sono consapevole però che nella storia la donna ha avuto pochissime possibilità rispetto l’uomo, e solo donne davvero eccezionali sono riuscite a farsi largo in un mondo dove dominava il maschio.
Sirimavo Bandaranaike prima ministra Sri Lanka
Indira Ghandi prima ministra India Golda Meir prima ministra Israele
Isabel Peron Presidente Argentina
Elisabeth Domitien prima ministra Centro Africa
Maria de Lourdes Pintasilgo prima ministra Portogallo
Margaret Thacher primo ministro Gran Bretagna
Eugenia Charles prima ministra Dominica e tante altre che hanno fatto la storia, nella politica.
Naturalmente se mi mettessi a fare una lista delle donne che hanno dato prova di essere delle persone eccezionali in ogni campo, non finirei più di scrivere, ma neanche sarei in grado di conoscerle tutte! Quello che importa è che nonostante le difficoltà causate dal loro sesso, hanno sfidato il sesso maschile nello stesso ambiente dove si sono confrontate e hanno vinto!
Personalmente, pur non avendo effettuato studi relativi all’intelligenza umana o alla capacità diversa dei singoli sessi, credo che entrambi siamo solo un mezzo di una unità. Solo insieme possiamo dire di essere completi, perché ai maschi manca ciò che la femmina possiede e viceversa. Non mi riferisco certo all’intelligenza, alla cultura, alla conoscenza. Tutto ciò è diverso da individuo a individuo, sia maschio o femmina. Io penso alla differente intuizione nel vedere e sentire ogni cosa. La logica a volte incomprensibile che il maschio scopre nella femmina e viceversa. Dall’altra parte se la natura ha previsto due generi diversi che per moltiplicarsi si debbano unire obbligatoriamente, una ragione ci sarà. Altrimenti avremmo potuto essere benissimo ermafroditi. Nel tempo e nei loro paesi, le donne si sono fatte valere, però che io ricordi, non è mai accaduto in Europa che una concentrazione di politici ed economisti siamo tutti o quasi di sesso femminile.
Ursula von der Leyen presidente della commissione europea.
Roberta Metsola presidente del Parlamento europeo.
Antonio Costa presidente del Consiglio europeo (mai in evidenza, in pratica non conta)
Kaja Kallas alto rappresentante per la politica estera dell’UE. Queste tre donne a capo dell’Europa e in più Christine Lagarde presidente della banca europea, di fatto stanno distruggendo l’Europa. Può essere che il sesso non c’entri nulla e che le situazioni non sarebbero cambiate affatto se al loro posto ci fossero stati degli uomini.
Però non posso fare a meno di pensare che nel mondo femminile animale vi sono delle specie che per riprodursi devono nutrirsi del maschio e questo non si sottrae. La consapevolezza di fare una brutta fine non impedisce loro di accettare il loro ruolo. In pratica in natura solo la femmina ha queste esigenze e le porta avanti obbligatoriamente, non lo hanno scelto mica loro di comportarsi così. Così come la distruzione che stanno portando in Europa, queste donne di primo piano non l’hanno mica scelta loro, è nella loro natura. Naturalmente mi sto avventurando in un mondo di fantasia, mica lo penso davvero quello che sto scrivendo, o forse sì? La donna è davvero il pericolo numero uno?