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Storia? Ma quale storia?

          Non sono mai stato innamorato della storia e fin da bambino, appena ne avevo l’occasione, mettevo da parte i libri che mi obbligavano a studiarla.

Pensavo che le cose passate fossero ormai morte e sepolte e quindi non vedevo quale aiuto o opportunità potessero darmi. Maestri e professori che si sono succeduti durante i miei anni di studio mi invitavano a cercare di trovare piacere nel conoscere quanto ci aveva preceduto, ma inutilmente.

Nella vita poi ho imparato, volente o nolente, molte cose che, attraverso i libri, i vari film e documentari o semplici riviste e articoli di giornali, hanno arricchito la mia cultura per le vicende del passato.

Probabilmente a causa della mia curiosità, che più passa il tempo e più si intensifica, tutto ciò che ho imparato, non mi basta più.

Dopo aver cercato di conoscere di più sull’origine dell’uomo e sulle prime civiltà, mi sono reso conto che non abbiamo ancora una consapevolezza reale di cosa sia davvero accaduto nel nostro passato. Abbiamo però una linea ufficiale, che stimati studiosi hanno stabilito come molto probabile, pur ipotizzandola solamente. Purtroppo anche fra di loro, vi sono opinioni varie. Studi che vanno in direzioni diverse e che man mano che passa il tempo, con le nuove scoperte, vengono aggiornati con nuovi probabili punti di partenza che cancellano alcune cose e ne fanno studiare altre.

La via maestra però rimane inalterata perché finora non sono stati trovati punti di riferimento certi. Il grande dilemma che divide gli scienziati, è che finora nessuno ha stabilito con assoluta certezza, se l’uomo e tutto ciò che lo circonda, sia stato creato oppure è stato frutto dell’evoluzione. In entrambe queste teorie manca qualcosa di essenziale che può, senza ombra di dubbio, convincere l’altra parte, che la propria teoria sia quella giusta.

Molti punti interrogativi rimangono senza risposte sia in un campo e sia nell’altro.  Per questo tutti si affannano per cercare di scoprire verità che fino adesso sono rimaste nascoste.

Da qualche tempo, tuttavia, ci sono altri scienziati che, stanchi di cercare tra le solite cose utilizzate da tutti, hanno intrapreso una nuova via, quella della lettura e studio delle antiche scritture. Libri epici, leggende o semplice storie che però quasi tutti i popoli della terra possiedono, scritte oppure tramandate oralmente. Molti di questi sono libri diventati sacri e vie da seguire che vengono ritenuti ispirati da Dio o dagli Dei venuti dalle stelle. Sono storie tramandate nei secoli se non nei millenni, anche attraverso popoli che tutt’ora vivono allo stato primordiale (Dogon) e che non potrebbero in alcun modo avere delle conoscenze astronomiche tali, da poter conoscere particolari che solo attraverso i telescopi moderni abbiamo rilevato pochi anni fa. Tra l’altro ci sono siti monumentali esistenti in tutto il pianeta che, ancor oggi non saremmo in grado di costruire nemmeno con i nostri mezzi più sofisticati. Molti di questi sono talmente misteriosi che se ne ipotizza soltanto lo scopo o il perché li abbiamo creati. Nessuna certezza ma tutti hanno un comune denominatore: il cielo oppure lo spazio e meglio ancora, le stelle.

Anche le piramidi della necropoli di Giza che tutti conosciamo sono un vero mistero, anche se parecchi studiosi hanno dichiarato che sono stati gli schiavi a tagliare, trasportare e costruire quelle piramidi e tutto il resto. Avevano schiavi a sufficienza e tanti anni a disposizione. Più difficile è spiegare come siano arrivati ad avere quelle conoscenza astronomiche che sbalordiscono tutti. Anche come siano riusciti a levigare i monoliti di granito nero da 20 a 80 tonnellate ciascuno messi uno accanto all’altro e tagliati con precisione incredibile, posti nelle camere interne. Senza contare il monolite con cui è stato fabbricato il sarcofago di granito trovato nella camera del re della piramide di Keope. Basta interessarsi un poco a quanto hanno scoperto circa la strana matematica applicata nelle sue misure e sul luogo esatto del suo posizionamento, per capire che c’è altro, molto altro.

Basterebbe comunque tener conto, almeno per quanto possibile, a parecchi testi antichi che ci descrivono, in maniera leggendaria o epica, la storia del nostro mondo e di chi fossero gli dei provenienti dalle stelle. Purtroppo finora sono stati considerati appunto soltanto storie inventate dai popoli antichi e quindi non apprezzate. Recentemente però alcuni gruppi di scienziati stanno “guardando” con altri occhi i libri sacri indiani che parlano di dei potentissimi che lottavano fra di loro nei cieli con macchine volanti chiamate Vimana. Sono interessati di più a cercare di ricostruire attrezzi o veicoli descritti minuziosamente in questi antichi libri che avevano delle proprietà incredibili. Macchine antiche di migliaia di anni con tanto di monografie e dettagli strabilianti che in teoria non potrebbero esistere, almeno tenendo conto della storia ufficiale che ci hanno insegnato.

Comunque durante la mia “conversione” a cercare di saperne di più, parlo degli anni ’70 del secolo scorso, ho letto moltissimi libri sull’argomento ed in particolare tutti i libri scritti da Peter Kolosimo. Un cronista, un serio professionista che nei suoi libri raccontava soltanto la vera cronaca di un fatto, di un episodio, oppure registrava storie che vari popoli si tramandavano da generazioni. Non ho mai letto un suo commento personale a nessun articolo da lui scritto e pubblicato. Era soltanto colui che riportava pari pari quanto visto, sentito, letto.

Secondo la scienza ufficiale Kolosimo era un visionario, che scriveva leggende e storie per trarne profitto. Questo potrebbe essere vero, anche se nessuno sa spiegare scientificamente come molte cose che lui ha scritto si possono ancora toccare con mano e vedere. Certo non tutto, ma buona parte di quello che ha descritto è evidente, basta andare sul posto e prenderne nota. Probabilmente quando non si sa spiegare un fatto o un congegno oppure come sia stato costruito un antico sito, si oscura, si “dimentica”, si nasconde, come se non ci sia affatto.

 

Seguendo i racconti leggendari e verificando i siti preistorici presenti sul nostro pianeta, possiamo credere che siano stati creati da persone molto ingegnose che avevano conoscenze astronomiche, matematiche e costruttive incredibili? Alcune di esse pare siano state fatte prima dell’età del bronzo. E’ difficile crederlo, ma attualmente non abbiamo altra scelta che ritenerlo tale. Eppure molti di questi siti sono ben descritti nei vari libri epici, quindi se sono leggende si basano anche su roba ben solida che ancora oggi possiamo ammirare e toccare.

 

 

Senza andare ad interessarci ai libri antichi per noi molto lontani sia nel tempo e nello spazio, basterebbe prendere come riferimento la Bibbia, che tutti conosciamo, o almeno dovremmo conoscere, per leggere i fondamenti che indicano come siamo stati fatti o meglio modificati dall’esistente, proprio tenendo presente il suo primo libro: la Genesi.

Basterebbe non scartare a priori quanto ci raccontano quei versetti ma cercare di considerare che vogliano dirci qualcosa che risponde a verità. Esattamente come i due libri che si attribuiscono scritti da Omero: l’Iliade e l’Odissea. Con scavi effettuati si è scoperto Troia e molti altri luoghi ben delineati su quei libri, quindi non tutto è stato inventato.

Mi sono dedicato alla lettura della Bibbia, anche se presuntuosamente quando mi rivolgo a me stesso uso il verbo studiare, proprio per conoscere di più sull’origine dell’uomo e delle cose. Così ho scoperto che la prima parte della Genesi è tratta da racconti più antichi che sono considerati leggendari. Esattamente da racconti ritrovati nei primi del ‘900, scritti dai sumero-accadici su delle tavolette d’argilla. Le tavolette trovate sono decine di migliaia e ancora oggi si sta tentando di tradurre quella strana scrittura cuneiforme. Perciò gli autori della Bibbia, almeno della prima parte, erano a conoscenza di quello che avevano scritto i Sumeri circa 7000 anni fa..

Due studiosi a carattere mondiale, Giovanni Pettinato e Zacharias Sitchin, hanno tradotto moltissime di queste strane tavolette d’argilla, insieme naturalmente ad altri colleghi. Purtroppo da quanto sono riuscito a capire, tradurre questi testi è una vera impresa e quindi vi sono, anche per le tavolette, idee differenti a seconda di come impostare determinati segni ecc. Per fortuna sulle tavolette vi sono raffigurati anche molti disegni che in qualche modo aiutano ad interpretare quella lingua particolare.

Mentre l’interpretazione delle traduzioni può essere opinabile, quando si guarda un sigillo inciso su una tavoletta, raffigurante il nostro sistema solare con al centro il sole e dieci pianeti proporzionati perfettamente che gli stanno intorno, compresa la luna, non possono esserci dubbi. Secondo i nostri studi i pianeti che ruotano attorno al Sole sono 9, invece nel sigillo c’è un decimo pianeta che si trova esattamente tra Giove e Marte che attualmente non esiste. Questa incongruenza o errore viene spiegato perché questo pianeta pur facente parte del nostro sistema solare, ha un’orbita talmente ellittica da ruotare attorno al sole in ben 3600 anni, almeno dalle traduzioni di Sitchin. Sempre lui afferma che gli abitanti di questo pianeta X o Nibiru, come viene denominato, hanno dettato ai sumeri la storia del loro arrivo sul nostro pianeta, del perché e su quanto è accaduto durante la loro permanenza che è durata centinaia di migliaia di anni.

Questa dichiarazione di Sitchin e di altri traduttori, non viene presa in considerazione, anzi viene considerata assurda. Se così non fosse, tutta la nostra storia e preistoria dovrebbe essere riscritta, ma non solo la storia, anche tutto il resto.

Ormai sono anni che la storia e la scienza ufficiale non tiene conto di queste traduzioni, ritenendole storie, favole che quella antica gente scriveva solo per diletto, non certo per tramandarci quanto accaduto in realtà. Anche quando parecchi riferimenti si riscontrano o spiegano alcune realtà scientifiche attualmente impossibili. Non desidero però scrivere su quanto Sitchin credeva, anche perché mi ci sono dedicato a sufficienza su un altro articolo.

Ritornando ai miei ricordi di studente, ricordo che dopo la preistoria, Homo Habilis, Homo Erectus, Neanderthal, ecc. arrivò Homo Sapiens e dopo, i primi insediamenti umani.

La civiltà si sviluppo nella Mesopotamia, intorno al Mar Mediterraneo, più precisamente nella parte orientale dove si parla di vari popoli che furono suddivisi in: Camiti, Semiti e Jafeti. (i tre figli di Noè: Cam, Sem, Jafet)

Ci furono sviluppi anche in Asia, indiani, cinesi che iniziarono una grande civiltà.

I miei ricordi però sono monopolizzati, come inizio, dalla civiltà egiziana, assiro-babilonesi, hittiti, cretesi, fenici, ebrei ecc.

Probabilmente perché allora non ero interessato alla storia, ma non sono mai stato soddisfatto di quanto conoscevo della civiltà Egizia e dei faraoni. Sempre stato convinto che ci dovevano essere dei pezzi mancanti molto importanti ma che non riuscivo ad individuare e quindi conoscere. Davo per scontato quello che la storia ufficiale dichiarava sulle dinastie che nel tempo si erano succedute, anche se la sensazione che il tutto era molto incompleto non mi lasciava.

Non essendo motivato a scoprire cosa mi si teneva nascosto, o meglio, ad interessarmi per approfondire da altre fonti più pertinenti, non mi ero più curato di questo argomento. Poi sempre attraverso il prof. Sitchin mi è arrivata un poco di luce. Non stavo assolutamente cercando qualcosa a questo proposito, ma leggendo su un testo di Mauro Biglino, ho trovato alcune pagine scritte da Zacharias come secondo gli Annunaki, (abitanti di Nibiru) si svolsero le cose attraverso i secoli.

Tutto il mondo era sotto il dominio di questi così detti Dei, che in realtà erano coloro che si erano trasferiti sulla Terra dal loro pianeta per poterne sfruttare le proprietà minerarie. Il pianeta fu diviso in territori sotto il dominio di due fratelli Enlil ed Enki figli di Anu che era il signore di Nibiru.

Tutto ciò è comunque solo una leggenda sumera, questi personaggi fanno parte della mitologia sumera e Mesopotamia in generale. La cosa che sorprende è che hanno molte similitudini con gli dei greci, come se questi esseri divini avessero una sola matrice. Ma non solo con i nostri dei europei, ma anche con gli altri del continente americano: Maya, Aztechi, Incas. Senza tener conto che sono praticamente gli stessi di quelli asiatici descritti  nei testi sacri indiani. Insomma, tornando agli egiziani e ai loro 700 e più dei, pare che molti di questi si confondano con vari responsabili di tante dinastie. Ecco la “confusione” o le cose mancanti che avevo “sentito” in gioventù. Se invece uniamo i miti con la storia che conosciamo, sembra che tutto scorra senza intoppi. Ma dovremo accettare che questi personaggi chiamati dei, senza però esserlo, abbiano una lunga vita, talmente lunga da sembrarci eterni.

Lunga almeno 35.000 anni o forse più perché questa era la lunghezza della vita di questi individui che in un modo o in un altro facevano parte come figli, parenti o solo simpatizzanti dei due fratelli che si combattevano quasi continuamente: Enlil ed Enki.

Amon, Amom-Ra, Osiride, Iside, Seth, Horus, Anubi, Astarte, Baal, Hurun, Iaret, Maat, Mut, Sokar, Thot, ecc. Parecchi di questi dei avevano altri nomi a secondo del luogo e del tempo in cui esercitavano il loro potere. Perciò non avevano le stesse radici come ho scritto sopra, ma erano gli stessi chiamati in maniera diversa. Per esempio Yahweh era chiamato signore della steppa o della montagna, ma si riferiva non a quando operava nel Sinai ma quando era considerato il signore delle Ande, il Dio Baalbek un enlilita, antibabilonese avversario dell’enkita Marduk. Era conosciuto come collerico, geloso, violento. Non doveva essere raffigurato perché non doveva essere riconosciuto dagli dei enkiti che regnavano in Egitto e non era molto presente perché operava nelle Americhe.

Non essendo possibile accettare tutto questo, ci siamo inventati una storia secondo i nostri parametri, che prima o poi dovrà essere riscritta, perché già da adesso fa acqua da tutte le parti.

Ad iniziare dal libro scritto dall’antropologo Roger W. Prescott nei primi anni ’70 del secolo scorso, dove dichiarava che la nostra evoluzione è legata a processi di domesticazione. Il suo “Divine Animal” ipotizzava che l’evoluzione umana è stata guidata in varie tappe da colonizzatori esterni al pianeta. Lo scossone nel mondo scientifico fu tremendo perché studi effettuati, effettivamente confermavano che Homo Sapiens ha molte caratteristiche degli animali addomesticati, ma la maggior parte degli studiosi preferì ipotizzare che fu un'auto domesticazione e tutto finì lì. A distanza di 50 anni, due ricercatori, Pietro Buffa e Mauro Biglino, hanno ripreso gli studi sulla base di nuove conoscenze sia scientifiche che tramite l’analisi di antichi testi sulle nostre origini. (Resi Umani…. Una storia ancora da scrivere. I geni manipolati di AdamoUno Editori).

Alcuni studiosi ipotizzano che forse sulla Terra ci siano state altre civiltà prima di quelle che conosciamo, di cui non abbiamo ricordo perché esageratamente giovani. Ma è più facile pensare a visitatori esterni perché tutti i popoli antichi parlano dei figli delle stelle che vennero per insegnarci tutto e che prima o poi torneranno.

 

                                                                                      Natale Pappalardo settembre 2018

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