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Crediamo di sapere e invece......

     Gli scontri o almeno le differenze tra le varie generazioni che sono in contatto fra di loro, immagino ci siano sempre state.

Io nel mio piccolo, ricordo quando la mia generazione era chiamata, da quella precedente: gioventù bruciata. E non scordo che la mia generazione chiamava quella che è venuta dopo: gioventù bollita. Non so poi nel tempo, in che modo quella dopo la mia, ha chiamato quella che l’ha sostituita. Né nel periodo precedente i miei ricordi, come si sono comportate quelle del passato.

Una cosa è certa: niente cambia. Almeno parlando del periodo ristretto a cui mi riferisco, cioè le generazioni di cui ho ricordi personali. 

Ogni generazione passata rimprovera alla nuova di non aver rispetto verso i più anziani, verso le donne, verso l’autorità. Dicono che non hanno sofferto come loro e che gli è permesso ogni cosa. In sintesi non sono d’accordo con questo permessivismo e dalle mancanze di regole che, invece, loro rispettavano. Pena castighi di ogni genere! Da parte delle nuove generazioni, invece, le critiche si sprecano. Troppo severi, troppo duri, considerano cose inutili importanti ecc.

Senza scendere nei dettagli, però tutti noi contemporanei, quando pensiamo alle generazioni del passato prossimo e ancor più a quello remoto, abbiamo una considerazione unanime, cioè di poco efficienza e capacità dell’uomo delle varie epoche, che è direttamente proporzionale più si va indietro nel tempo.

Siamo tutti persuasi che nel passato, malgrado vi siano stati uomini coltissimi ed eccezionali, le vicende della vita erano talmente diverse da quelle attuali che, in un modo o nell’altro, anche gli uomini erano diversi da noi, come se fossero stati cittadini di serie B o C.

A causa della nostra tecnologia siamo convinti che noi, tutti noi, in qualche maniera siamo superiori, non come intelligenza o prestanza fisica ma come persone che, avendo la fortuna di vivere in questa contemporaneità, abbiamo qualcosa di più. Come se fossimo ad un livello superiore rispetto a quelli del passato. E tanto più sono lontani da noi, tanto più noi crediamo di avere qualcosa in più. Naturalmente questa convinzione è più che altro una sensazione che ci portiamo dietro, consci delle meraviglie che oggi possiamo fare rispetto a quelli del passato. Basterebbe soltanto soffermarsi un momento a pensare a quante menti illustri ci hanno illuminato dal passato, per capire che stiamo sbagliando tutto.

Basti pensare ai filosofi greci, di cui oggi abbiamo ampie testimonianze, ma anche a quanti nel passato ci hanno meravigliato per le loro scoperte e i loro pensieri.

Dobbiamo però fare uno sforzo per renderci conto che anche millenni prima di Cristo, c’erano menti che ragionavano e pensavano come noi, anche se non avevano a disposizione tutte le meraviglie e la preparazione tecnologica che noi possiamo sfruttare.

Invece niente è cambiato dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri. Come erano indottrinati i nostri antenati, così siamo noi ancora oggi.

Gli antichi sacerdoti egiziani e mesopotamici di cui abbiamo traccia, nascondevano la verità dei racconti tramandati nei libri custoditi accuratamente, sostituendoli con altri più a loro convenienti.

A questo proposito Filone di Biblo, (40 d.C - 130 d.C.) uno storico greco citato da Eusebio di Cesarea, uno dei padri della chiesa nato nel 265 d. C. nell’attuale stato di Israele e che molti credono un mistificatore essendo al soldo di Costantino, nel suo Praeparatio evangelica, parla delle ricerche effettuate da uno storico fenicio, Sanchuniathon del 1200 a.C. contemporaneo alla guerra di Troia e alla conquista della terra promessa del popolo ebraico.

Sanchuniathon parlava che le divinità non erano esseri superiori che vivevano nei cieli, come venivano descritti, ma dei semplici umani, maschi e femmine. Non erano virtuosi e non dovevano esseri imitati per la loro saggezza, perchè colmi di malvagità e perversione. Sanchuniathon poi, imbattutosi in antichi libri che risalivano al dio Thot, che erano stati fino allora nascosti nel tempio di Amon, si dedicò agli studi di quelle cose che non a tutti era dato conoscere. Alla fine riuscì a realizzare il suo progetto, togliendo i miti e le allegorie riportando a galla la realtà nascosta.

I sacerdoti vissuti nel periodo storico successivo a lui però, sostituirono nuovamente queste verità con bugie e teorie completamente diverse. Gli scrittori ancora successivi ripudiarono i fatti realmente accaduti inventandone altri mistificati completamente avvolgendoli in tali falsità da nascondere interamente la verità. Quindi Filone di Biblo ci racconta che già nel 1200 a.C.  come ai giorni nostri, esistevano chi modificava la realtà prendendo racconti reali per trasformarli in allegorie e miti

In seguito a queste fantasie sono venute fuori tutta una serie di racconti dai greci Esiodo e altri poeti che composero le loro theogonie gigantomachie, titanomachie ecc. portando in giro in ogni luogo queste narrazioni riuscirono a soffocare la verità. Le nostre orecchie, abituate fin dall’infanzia e martellati ormai da tanti secoli da queste fantasie, custodiscono quasi come in un deposito la materia favolosa, trasmessa da queste favole. Queste invenzioni fantastiche sono diventate un patrimonio di cui difficilmente ci si può disfare, tanto che la verità sembra una fantasticheria mentre i racconti contraffatti sembrano avere tutti i caratteri della verità. Questo scritto pare essere stato creato ai giorni nostri perché ben si applica a quanto ancora oggi riescono a farci credere.

Perciò malgrado tutta la nostra tecnologia e conoscenza siamo gli stessi uomini di sempre, circuiti e sottomessi alla mistificazione creata ad arte per assoggettarci e credere non alla verità, ma a quello che più fa comodo ai potenti che comandano.

 

                                                                                     Natale Pappalardo maggio 2019

 

 

N.B.  Come sempre se andiamo un poco sui dettagli scopriamo che, quanto si afferma a proposito di chiunque sia vissuto nel passato remoto, non è confermato da tutti gli studiosi. Infatti gli esperti quando non esistono riferimenti certi, che possono essere traduzioni sicure o scritti lasciati dagli storici del passato, ipotizzano secondo le loro convinzioni scaturite dall’esperienze personale.

Un esempio l’ho scoperto quando facevo ricerche sulla cosmogonia Greca e Mesopotamia in generale, dove man mano che ricercavo dettagli, i vari argomenti o i semplici individui, diventano evanescenti se non descritti in modi diversi e anche qualche volta in contrasto. Poi con la lettura di un libro avuto in regalo per il Natale del 2018: La vita quotidiana degli EGIZI e dei loro dei, scritto da due ricercatori francesi, Dimitri Meeks e Christine Favard-Meeks, mi sono reso conto che la verità non è davvero di questo mondo.

Ho iniziato a leggerlo con molto entusiasmo, ma man mano che andavo avanti, la delusione ingigantiva sempre più. Per metà del libro gli autori descrivevano soltanto quello che i vari esperti dichiaravano su determinati personaggi o traduzioni con interpretazioni personali. Spesso si formavano gruppi di ricercatori che erano in sintonia tra di loro, contro altri gruppi che la pensavano diversamente, salvo poi a disgregarsi di fronte a nuovi quesiti e al formarsi di nuovi gruppi. Quindi fino a metà del libro, descrizione particolareggiate su cosa credeva un esperto o un gruppo di esperti rispetto ad altri. Anche per delle traduzioni, che a prima vista potevano sembrare semplici, si accendevano dei dibattici o scontri con tanto di articoli e libri da confondere le idee a un ignorante come me che cercava chiarezza, semplicità, ma più di tutto la comprensione di quello che stava leggendo.

Sono andato avanti per oltre il 75% del libro, sempre sperando di trovare alla fine il nocciolo della questione e di capire finalmente qualcosa, ma poi ho deciso a malincuore di abbandonarlo. Una grande sconfitta per me che sono sempre stato determinato e tenace per portare a termine ogni lettura che intraprendevo. Purtroppo pagina dopo pagina leggevo solo “aria fritta”, niente che davvero potesse interessarmi. Naturalmente tutta colpa mia se non sono riuscito ad apprezzare il lavoro svolto dai due ricercatori che hanno messo in campo decine e decine di altri libri facendo numerosi copia e incolla confrontandoli fra di loro.  

Anche su questo pezzo, che ho scritto in base ad una conferenza dell’esperto della Bibbia, signor Mauro Biglino, a proposito degli antichi che non raccontavano favole, quando sono andato a cercare i vari personaggi che lui aveva citato, mi sono trovato… in un mare di guai.

In difficoltà perché come ho scritto sopra, a proposito di questi storici del passato, ci sono molte versioni che contrastano fra di loro.

Per esempio Sanchuniathon, un sacerdote fenicio del 1200 A.C. per alcuni risulta solo del 600 A.C.  ma poi non avendo prove certe scritte dei fenici, se non quelle ritrovate di tanto in tanto, di cui non tutti gli esperti sono d’accordo trattarsi proprio degli originali, ecco che nascono confusioni. Ogni cosa pertanto è appesa all’interpretazione degli esperti perché i papiri che i fenici adoperavano per scrivere, si sono dissolti nel tempo.

Il famoso Praeparatio evangelica scritto da Eusebio di Cesarea, dove narra di Filone di Biblo che unico aveva ritrovato dei frammenti di papiri ancora leggibili di Sanchuniathon, non viene considerato attendibile da molti storici. Forse per il ritrovamento ci sono solo dubbi ma per il contenuto, invece questi esperti pensano sia solo un’idea dello scrittore. Questo perché Eusebio di Cesarea, un sacerdote molto legato a Costantino, dicono sia stato un mistificatore perché molto influenzato dall’Evemerismo, una dottrina religiosa creata dal filosofo greco Evemero IV-III A.C. riguardo all’origine degli dei che non sarebbero divini, ma solo umani.

Quello che a me preme è che parecchi studiosi nel tempo hanno abbracciato la tesi dell’Everismo.  Considerando che il tutto è stato “creato” ad arte dalla cultura ellenista, (Sanchuniathon aveva le sue ragioni dicono), infatti calcolando le divinità solo umanità, Eusebio di Cesarea amplificava per quei tempi la figura di Gesù, uomo e Dio allo stesso tempo.

 

Mi sono avventurato inoltrandomi ancora un poco in queste faccende e ho scoperto tutto un mondo di si dice, si pensa, si crede con nomi, date, filosofie ecc. senza fine. Per concludere, invece di scoprire di più sull’origine di qualcosa man mano che si scava, ci si perde nell’incertezza.

Posso capire che quando ci troviamo a dover spiegare fatti del passato di cui non abbiamo testimonianze certe, tutto può essere effimero ed interpretativo. Non mi spiego, invece, quando dal passato esistono certezze, fatti concreti che possiamo toccare e vedere con mano. Come mai molti esperti, se non quasi tutti negano l’evidenza?

Proprio qualche giorno fa ho assistito ad un incontro tra il Dott. Piergiorgio Odifreddi, famoso matematico, saggista e non so cos’altro, con l’esperto di Bibbia, ricercatore e saggista signor Mauro Biglino, al salone del libro di Torino pochi giorni fa, sul tema “cose dell’altro mondo”.

Tutto il confronto si è tenuto con “attacchi” continui del Dottor Odifreddi alle metodologie di studio e pensiero di Biglino. In sostanza mentre Odifreddi era il depositario della vera scienza dimostrabile, Biglino parlava della così detta pseudo scienza indimostrabile, perciò inutile.

Anche quando il dottor Odifreddi ha citato il lavoro svolto da Darwin nell’Evoluzione delle specie, come di una via maestra inconfutabile, il signor Biglino gli contrapponeva che, una decina d’anni dopo la pubblicazione del famoso libro, Alfred Russel Wallace, il suo collaboratore, gli aveva fatto notare che per l’uomo, tutto il lavoro svolto non era corretto. A questo punto il Dottor Odifreddi ha dichiarato che ci sono degli accademici che sono contrari all’Evoluzione delle specie di Darwin, ma che sono messi all’angolo da tutto il mondo ufficiale accademico, come di ricercatori sognatori. Lo stesso Wallace fu messo in disparte e in seguito lo dichiararono malato di mente.

Per tutto l’incontro ho avuto modo di notare che il signor Biglino non era combattivo come suo solito, anzi si lasciava sopraffare facilmente con delle argomentazioni che persino io, un ignorante, avrebbe potuto ribattere e invece, se n’è stato calmo e tranquillo a farsi bistrattare dal famoso matematico chiamato spesso in vari salotti televisivi. Sinceramente non capivo.

All’inizio Biglino aveva dichiarato di non essere in buona salute e anzi si scusava con gli spettatori se qualche volta chiudeva gli occhi. Non era certo perché si era addormentato, ma solo perché aveva bisogno di chiuderli ogni tanto a causa del problema fisico che aveva in corso. Però quell’eccessiva pacatezza non era da lui. Poi alla fine, dopo un lungo e spropositato monologo di Odifreddi, la moderatrice diede la parola a Biglino e lui semplicemente disse che non aveva niente da dire se non il permesso di mostrare quattro fotografie scattate in Egitto a Luxor da una dottoressa torinese.

Sulla prima si vedeva un tempio egizio, sulla seconda la statua di Ramset II, sulla terza un muro con delle incisioni dove si riusciva a vedere un Dio con intorno delle figure scolpite che sembravano dei girini che entravano in una specie di ondina, come se fosse dell’acqua. Ingrandendo la fotografia si potevano notare che questi girini, almeno così sembravano, stavano tutti intorno al dio raffigurato. Quella pietra dove era inciso il tutto si chiamava “purificazione”. L’ultima foto faceva vedere da dove venivano quei così detti “girini”. Si vedeva una figura maschile “AMIN MON” una delle divinità egizie più antiche in assoluto, il Dio della fecondità, con il membro eretto da dove fuori usciva un getto che veniva raccolto da un’altra figura.  Perciò non erano girini ma spermatozoi e l’ondina non era semplice acqua ma il getto spermatico. (Purificazione degli acidi nucleici dalle componenti cellulari).

Il signor Biglino continuava mettendo a confronto le figure dei girini con delle fotografie di spermatozoi, prese al microscopico elettronico. Erano perfettamente uguali anche nei dettagli.

La domanda che Biglino ha posto in generale, ma si intendeva più che altro diretta al Dottor Odifreddi era: chi 1300 anni  A.C. ha potuto vedere e quindi incidere degli spermatozoi?  (nei gerogliferi sottostanti erano evidenziate le figure che indicavano che la purificazione dello sperma del Dio serviva per dare al faraone una vita più lunga).

Nell’aria all’improvviso si è sentito una gran puzza di merda!

                                                                            Natale Pappalardo  maggio 2019

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