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La nascita di Gesù

Come tutti sanno i vangeli sono sacri e ispirati da Dio, perciò niente è più vero del vangelo.

Come però ho scritto in altri articoli, di Vangeli (buone notizie) non esistono solo i 4 canonici di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, ma molti altri che però non sono inseriti nella Bibbia. Quest’altri vangeli sono chiamati apocrifi considerati cioè non autentici.

Prima dell’atto del vescovo e teologo Ireneo di Lione, del II secolo D.C di vangeli ne esistevano moltissimi, tanto che proprio lui fu costretto a sceglierne soltanto quattro perché quasi tutti raccontavano storie diverse e anche in contrasto fra di loro – “ 4 sono i venti principali, 4 sono le parti del mondo e 4 sono gli animali che reggono il trono di Dio (Ezechiele) perciò quattro saranno i vangeli da adesso in poi.”-

I vangeli tutti però parlano di Gesù, dei suoi trascorsi, della sua morte e della sua resurrezione. Alcuni iniziano soltanto dalla sua predicazione, altri anche dalla sua nascita.

Vorrei soffermarmi ad analizzare in maniera superficiale soltanto di chi parla della nascita di Gesù e come la descrive. Questo per stabilire se davvero i vangeli sono verità, oppure soltanto storie che ci sono state tramandate nel tempo da scrittori, che in realtà nessuno può affermare con certezza siano proprio coloro a cui si attribuiscono queste informazioni.

Scrivo l’aggettivo superficiale perché il mio interesse per questi argomenti è solo frutto di curiosità. Non sono certo uno studioso che si applica metodologicamente, trascorrendo molto del proprio tempo a leggere i vangeli verificando le incoerenze tra i loro scritti. Oppure facendo ricerche anche storiche, sui nomi, date e luoghi inseriti, per stabilire chi fossero i personaggi, quando avvennero e soprattutto dove si svolsero quegli avvenimenti.

Mi limito soltanto a chiedere a “San Google” solo qualcosa che ha stimolato di più la mia attenzione ma nulla di più. Eppure fra i miei conoscenti, sono diventato un grande conoscitore della Bibbia.

 Questo probabilmente perché quello che loro conoscono di questi libri, è soltanto quello che ci hanno raccontato durante le prediche in chiesa, al catechismo oppure quello che si dice e si racconta da sempre. In realtà io sono molto lontano dall’essere un conoscitore della Bibbia.

Certamente ho letto molto e molti libri li ho anche letteralmente “spulciati” più volte, interessandomi anche a capirne al massimo quanto descrivevano, cercando di interpretare quando letteralmente non riuscivo a comprenderne il significato. Cosa del resto che viene effettuato da ogni esegeta o esperto in scritti sacri e antichi, da cui a volte prendevo spunto per formulare una mia personale interpretazione oppure concordare con alcuni di loro su delle circostanze che ritenevo possibili. Purtroppo quando la lettura letterale era oscura o ambigua non potevo fare altro.

Prendendo in esame i vangeli che parlano della nascita di Gesù, cioè Matteo e Luca, si dovrebbero avere delle notizie convergenti e non divergenti. Però non possiamo dimenticare che gli avvenimenti citati sono stati scritti molti anni dopo la morte di Gesù e probabilmente i fatti possono essere stati “visti” in maniera difforme.

Entrambi fanno nascere Gesù, concepito dallo Spirito Santo, a Betlemme. Ma mentre Matteo lo fa nascere nella propria casa, perché abitavano già a Betlemme, Luca lo fa nascere in una stalla, durante il viaggio da Nazareth. Entrambi concordano con il nome di Maria e di Giuseppe per i genitori. Mentre per Luca, Maria era solo la promessa sposa, per Matteo era la sua sposa.

Quindi Matteo scrive che non hanno viaggiato da Nazareth a Betlemme perché abitavano già lì, tanto da farla partorire tranquillamente in casa propria. Matteo fa arrivare i Re Magi dall’oriente e fa fuggire in Egitto la famiglia perché Erode conscio del pericolo della nascita del Re dei Re, ha emanato l’ordine di uccidere tutti i bambini sotto i due anni. Li fa tornare soltanto dopo la morte di Erode ma invece di rientrare a Betlemme, si stabiliscono a Nazareth.

Luca invece fa nascere il bambino in una grotta e non parla di Re Magi ma solo di pastori che vennero ad adorarlo. Anzi fu presentato al Tempio ufficialmente perché non c’era alcun timore di Erode e della sua supposta “strage degli innocenti”.

Matteo fa nascere Gesù al tempo di Erode il Grande, cioè 4 anni prima dell’anno zero, mentre Luca lo fa nascere al tempo del censimento della Palestina che il governatore della Siria, Quirinio supervisionò nel 7 D.C. quindi 11 anni di differenza tra i due.

Anche gli alberi genealogici di Maria e Giuseppe non corrispondono ma anzi sono molto diversi iniziando dal padre di Giuseppe. Continuano ad essere diversi fino al Re David circa mille anni prima.

Luca fa tornare a Nazareth Maria, Giuseppe e Gesù, subito dopo la nascita, mentre come scritto prima, Matteo soltanto dopo l’esilio in Egitto di cui Luca non parla.

Mi pare che le divergenze sono troppe per essere stati ispirati da Dio, ma se poi andiamo a leggere anche un altro vangelo che parla della nascita di Gesù, quello di Giacomo che però non possiamo considerare vero, notiamo altri dettagli sulla nascita. Giacomo scrisse il suo vangelo solo nel II secolo D.C ma non si tratta certo dell’apostolo Giacomo che visse con Gesù. Anche qui gli esperti non sono d’accordo su chi in realtà scrisse questo protovangelo, che parla anche dei genitori di Maria: Anna e Gioacchino e dell’educazione di Maria insieme ad altre ragazze che dovevano rimanere vergini per l’attesa del messia

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Quindi Giacomo il giusto a cui si attribuisce questo vangelo, racconta che mentre Giuseppe e Maria viaggiavano da soli con l’asinello, (cosa quasi inconcepibile viaggiare da soli per centinaia di chilometri e a dorso di un asino essendo Maria al nono mese di gravidanza), si dovettero fermare a causa del parto imminente. Giuseppe trovò una piccola grotta (nel luogo c’erano numerose grotte che gli abitanti usavano anche come stalle) dove si rifugiarono e subito si mise a cercare un’ostetrica. Riuscì a trovarla ma quest’ultima non riuscì ad aiutare Maria perché appena entrata nella grotta, fu investita da una luce accecante e subito dopo vide il bambino nato.

Ad un controllo si rese conto che Maria era ancora vergine dopo il parto. Uscendo dalla grotta incontrò Salome, un’altra ostetrica a cui raccontò la stranezza miracolosa del parto di Maria. Salome incredula non si fidò del racconto della sua collega e volle verificare personalmente.

Inserendo il dito dentro la vagina di Maria, l’ostetrica constatò che era davvero ancora vergine e contemporaneamente dovette subito ritarare la mano perché gli fu bruciata immediatamente.

Mettendosi in ginocchio pregò Dio lamentandosi per non aver creduto e pentendosi del gesto fatto. A questo punto intervenne un angelo che la guarì conscio del suo vero pentimento. Salome da quel giorno annunciò a chiunque quell’evento miracolo.

Giacomo nel suo vangelo racconta molte cose ma tanti dettagli non sono considerati reali quindi viene citato soltanto come curiosità.

Noi oggi abbiamo preso a piene mani da questi vangeli un poco di tutto sia da Matteo e sia da Luca, ma anche qualcosa da Giacomo e ne abbiamo fatto una bellissima storia che ci tramandiamo da generazioni in generazione. Perciò non ci importa se ci sono divergenze nei racconti, non ci importa se le cose sono o non sono andate così, che ci importa? L’importante è che la storia fili bene e che sia affascinante.

Il vero problema poi è che la gente, tutta la gente, crede che tutto questo sia storia reale. Ne abbiamo sentito parlare così tante volte…. Abbiamo visto film, spettacoli, anche dal vero. Presepi ovunque che non possiamo assolutamente pensare che queste cose non si siano svolte esattamente come ci dicono.

Dimenticando che anche la storia, quella reale, ci viene raccontata sempre in maniera diversa a seconda di chi la recita, recita perché è proprio un’interpretazione quella che gli storici ci raccontano, figuriamoci i vangeli!

 

                                                                         Natale Pappalardo dicembre 2019

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