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Imbarcato sulla ss Cumoreana nel 1968. La mia prima esperienza di bordo che ho descritto con molti particolari nel libro che ho scritto e pubblicato qualche anno fa: Il carrettiere del mare. Sono rimasto a bordo quasi 5 mesi, ma sono stati molto intensi ed indimenticabili. Un episodio, Sapele, che è una località sulle sponde del Niger, molto all'interno l'ho anche pubblicato su questo sito alla voce "RACCONTI"

La fine della ss Tamar (Cumoreana)

Name                                     RÉMOIS

Type                                       Cargo

Yard Number                        204

Launched                              18/02/1932

Completed                            04/1932

Off. Number

 

Engine builder                     George Clark & Co., Sunderland

Engine type                          T. 3 cyl.

GRT                                       3713

Length (feet)                        331.7

Beam (feet)                          3.2

First owner                          Cie. des Bateaux à Vapeur du Nord, Dunkerque

 

 

History

03/12/1942 seized by Germany and handed to Italy

 

1942 LANUSEI, Italian Government ('Adriatica' SA di Navigazione), Venice

 

22/03/1943 bombed and sunk at Palermo, refloated in 1947

 

1947 RÉMOIS, returned to owners, repaired and returned to service 05/1950

 

1963 CUMOREANA, Cumore Tramping Corporation, Panama (A. Moretti, Milan)

 

1970 TAMAR, Cia. de Navegacion Portland SA, Panama (G. J. Marovic, Trieste)

 

 

Fate

03/08/1972 arrived at Sveti Kajo, Split for breaking.

La bananiera mv Somalia ICXS ( flotta SERVIMAR ) è stata la mia prima nave battente bandera italiana. Se non ricordo male era di origine norvegese. Quando imbarcai faceva viaggi con Cuba ma non trasportava banane, bensì dall'isola la merce era costituita da "pescado" aragoste ecc, ma anche arance.Qualche volta si trasportava anche nichel verso il Canadà. Dall'europa il carico era costituito da merce varia ma ben pulita per non sporcare le stive. La stazione radio era costituita da un ricevitore principale Hagenuk (con cui ho avuto  problemi a causa del guasto del calibratore per la sintonia). e da due trasmettitori O.C. e O.M. di buona potenza ma con problemi ai quarzi che spesso non facevano bene contatto. Portavamo anche qualche passeggero. Nave piccola ma preziosa per i suoi ottimi allestimenti. Ci sono stato quasi  due anni a bordo andando avanti e indietro per l'Atlantico e il Mediterraneo. Nave che è rimasta nel cuore a chiunque abbia affrontato un viaggio con lei. Io ne sono stato "fulminato".

Mv Benadir/ ICKZ altra bananiera della flotta SERVIMAR. Noleggiati con la  Bruns una compagnia tedesca per viaggi in centro, sud America, Europa e Giappone. 12 passeggeri  ad ogni viaggio e tutti entusiasti della nave e dell'equipaggio. Mi trovavo benissimo a bordo tanto che mia madre diceva che la nave era diventata come un'amante per me., tanto ne ero innamorato.  Apparati di debole potenza come trasmettitori (Telefunken) ottimo  ricevitore (Siemens). Con  la Benadir ho attraversato moltissime volte il Canale di Panama, sempre uno spettacolo bellissimo.

Mv Ignazioemme ICIA flotta Ignazio Messina  di costruzione tedesca primi anni '50  viaggi di linea per l'Australia via  Africa occ. Ho effettuato 3 viaggi per l'Australia e ritorno. Apparati tedeschi uguali a quelli della mv Benadir. TX Telefunken 150w RX Siemens 566. Sul mio libro "Il carrettiere del mare" ho descrito il 3° viaggio per l'Australia, compreso un tremendo uragano nell'Oceano Indiano.

Imbarcato sulla Mv Victoria IBLV  nel 1975. Abituato alle carrette questa nave per me era un sogno! Ad iniziare dagli apparati, aveva infatti due stazioni radio: quella vecchia con 2 RX Allocchio Bacchini AC20  e TX  della Marconi italiana  T300 (se non ricordo male) mentre quella nuova aveva un RX della Redifon transistorizzato quindi moderno e un TX della Marconi inglese modello Crusader 1500w. Si facevano crociere in Med. 15 giorni per viaggio. Una volta verso ovest e l'altra verso est.  Si toccavano svariati porti uno più bello dell'altro e a bordo oltre al gran divertimento non mancava niente.  Avevamo 700 passeggeri , anche personaggi famosi  oltre i soliti crocieristi. Allora le crociere erano ancora costose. Eravamo solo due marconisti ed il lavoro era intensissimo anche a causa dei continui collegamenti per effettuare le telefonate e la ricezione dei bollettini stampa in varie lingue (quest'ultimo  compito  toccava sempre a me)   La mensa ufficiali poteva contare anche sui menù passeggeri quindi era molto ricca ma io ricordo con piacere il pane fresco che i panettieri facevano a gara a sfornare sempre meglio. Pizza a mezzanotte e torte sempre a disposizionne. Malgrado tutta questa grazia di Dio, in quel periodo sono riuscito anche a dimagrire.  Il  lavoro era davvero stressante e continuo.

MV Giovanni Ansaldo ICGE della Carboflotta. Nave per trasporto carbone. Viaggi per gli Stati Uniti. Equipaggio fantastico sempre nei miei pensieri mentre  il mio alloggio essendo posizionato sul retro del ponte aveva gli oblò a poppavia. Non avendo l'aria condizionata  e non entrando praticamente mai aria viaggiavo con una grande temperatura interna. Apparati ottimi 2 RX ITT Schaub Lorenz  e TX ottimo. (non ricordo al momento la marca) .

Malgrado la sofferenza dell'alloggio sarei rimasto ancora a bordo perchè l'equipaggio e il suo Comandante erano fantastici. Sono sbarcato per gli esami  al concorso alle Poste per Radiotelegrafista nella stazioni Costiere.

Mv Gianni Zeta ICGZ  della Compagnia Zacchello, poi ha cambiato nome . Durante il mio imbarco era adibita al traffico costiero italiano. Piccola nave per carichi bianchi (puliti) come benzina, cherosene ecc. Caratterista perchè quando era a pieno carico la coperta era poco sopra il livello del mare. Ogni mattina il nostromo raccoglieva il pesce che durante la notte, saltando a bordo, finiva in coperta. Ne portava spesso un "bugliolo"  (secchio) pieno. Di solito era il "pesce rondine" che volava  sopra l'acqua per decine e decine di metri. Ad Augusta, una volta, mentre stavamo per staccarci dalla banchina, un rimorchiatore, per cause sconosciute invece di tirarci fuori dal molo, si diresse a tutta velocitò contro bordo a centro nave. Per fortuna quella volta avevamo solo mezzo carico a bordo (carburante per aerei diretto a Taranto) Ci procurò solo una grossa "BUGNA" sulla fiancata. Se la Gianni Zeta fosse stata a pieno carico ci sarebbe montato sopra provocando sicuramente un'esplosione. Davanti a noi c'era una super petroliera  in fase di caricazione. Non oso immaginare cosa sarebbe successo nel porto di Augusta. Per la prima volta in vita mia ho visto un uomo con i capelli dritti sulla testa, dritti come chiodi: era il  Comandante Scarpa. A prua , al posto di manovra c'era suo figlio Primo Ufficiale. mentre io ero sul ponte  al telegrafo con la sala macchina insieme al pilota (sconvolto) e il timoniere.

La nave era dotata di apparati nuovi ma di concezione antiquata, (qualche residuo di magazzino) non possedeva  Tx di O.C.. ma solo il TX di O.M. se non ricordo male un altro Marconi italiano e un buon apparato Fonia  con il quale svolgevo molto traffico. Con questa nave ho visitato quasi tutti i porti italiani e alcuni sul Mediterraneo che non conoscevo ancora.

Imbarcato nel 1978 per viaggi a carattere europeo (ero in attesa della chiamata alle poste perchè ero vincitore di concorso, invece dopo qualche viaggio in nord Europa la nave si diresse  verso Filadelfia negli USA. Ho scritto un racconto che narra questo episodio pubblicato sul sito alla voce "Racconti" si intitola: l'Ultimo imbarco. LPG gasiera molto veloce . Apparati di piccola potenza anche se di buon livello tecnico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Imbarcato a Genova il 20.11.1975 per viaggi U.S.A carico di greggio Libia per S. James Mississipi per poi caricare carbone a Mobile Alabama per Taranto. Un viaggio difficile e complicato sia per le condizioni molto precarie della stazione radio di bordo che per la pulizie delle cisterne avvenute in mare aperto. (foto grazie all'interessamento di Alfredo De Cristofaro/IK6IJF)

 

 

 

 

 

 

Purtroppo per la Mv Mar IBMM non sono riuscito a procurarmi nessuna fotografia. Peccato! All'epoca tutto pensavo tranne che mantenere un ricordo del posto di lavoro che mi  portava lontano da casa. Comunque per la Mv Delaware ho scritto un lungo racconto che è inserito  in questo sito. Invece per la MV  Mar non ho ancora scritto niente. Si trattava di una petroliera  della Compagnia Zacchello stessi viaggi della Gianni Zeta. Costruzione giapponese del 1958, stazione radio magnifica con console centrale da dove si comandavano i trasmettitori principali che erano tre. Due ad O.C di cui uno da 1 KW e uno ad O.M . Erano situate  sulla paratia di fronte insieme al reparto movimento antenne meccanico. La stazione radio oltre alla console che aveva i vari ricevitori  di cui due principali con caratteristiche diverse , ma entrambi ottimi malgrado l'anno di costruzione. La console era dotata anche di  RX e TX d'emergenza oltre un piccolo apparato Fonia onde medie. Senza muovermi potevo fare qualsiasi operazione come accendere e spegnere gli apparati trasmittenti, cambiare le frequenze, le bande e le antenne.  Insieme alla sala radio c'erano due locali: uno per il laboratorio e l'altro ad uso magazzino. Tutti gli apparati erano della JVC giapponese. Stazione concepita e realizzata magnificamente, ma i giapponesi hanno sempre tenuto in considerazione  il servizio radio, al controrio purtroppo di noi italiani.

Delaware/6ZYF

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