
VENEZUELA
Il 3 gennaio 2026 alle prime ore del mattino, forze speciali USA con un attacco di sorpresa rapidissimo, hanno catturato il Presidente Maduro e sua moglie.
Questa è la notizia principale del giorno che tutti i media hanno riportato. Per qualcuno si è trattato di un’azione di polizia, per altri un vero attacco ad una nazione sovrana. Come sempre mentre il fatto rimane lo stesso, i pareri cambiano a secondo di chi gestisce l’informazione. Queste operazioni sono sempre circondate dalla segretezza e quello che i media pubblicano, sono solo notizie classificate già stabilite a tavolino. Non avendo perciò certezze, l’utente deve dar credito all’ufficialità delle notizie o suppore ipoteticamente come potrebbero essersi svolti i fatti e perché.
Questo è ciò che ipotizzo senza però possedere elementi per elaborare fatti concreti.
Nonostante la difesa venezuelana fosse all’erta da qualche tempo, per un imminente attacco della flotta USA schierata a bloccava ogni traffico marittimo ed aereo, nessuno si è accorto dell’arrivo delle squadriglie di elicotteri. Nemmeno le navi russe che stazionano da qualche mese nei punti strategici venezuelani se ne sono accorte.
Neppure i controllori di volo civili che, essendo in servizio, si sono resi conto del volo in questione.
Dicono che come primo obiettivo, gli statunitensi abbiano bombardato i radar e tutti i mezzi di intercettazione, in maniera da tagliare fuori ogni avvistamento. Strano che il rumore delle esplosioni non abbia messo in guardia nessuno, a meno che non siano state effettuate a “babbo morto”, oppure che tutti i responsabili del servizio di intercettamento non avessero tradito Maduro. D’altronde la guardia del corpo personale del Presidente era composta da esperti cubani non venezuelani. Maduro non si fidava della sua stessa gente? Col denaro tutto si compra, anche la lealtà. Però ricordo che con Fidel Castro questo modus operandi non ha funzionato mai, eppure gli statunitensi ci hanno provato per decenni ad ucciderlo o a inserire un altro al posto suo. Non ha funzionato neppure con Chavez (cara de pina) e con lo stesso Maduro, almeno fino al 3 di gennaio 2026. I fatti sono fatti, non si discutono!
Il BLITZ, anche se io preferisco chiamarlo incursione, attacco, irruzione, ha dato i suoi frutti ed è stato in pratica indolore per le forze speciali USA. Dicono, che sono stati uccisi solo le guardie del corpo di Maduro essendo state colte di sorpresa. Abbiamo visto anche i danni provocati dai bombardanti alle “strutture di difesa venezuelane”: un parcheggio di autobus civili andato a fuoco e qualche magazzino…
Credo che chi mi stia leggendo abbia l’impressione che io abbia qualche dubbio su come si siano svolti i fatti. Purtroppo da qualche anno a questa parte, credo poco a quanto raccontano i media, anche se ci mostrano video ineccepibili, almeno finché non si scopre che sono pezzi ricavati da video giochi ecc.
Ascoltando i pareri dei vari commentatori esperti in comunicazione e anche di faccende militari sia in TV che via internet, osservo pareri discordanti. Giustamente ognuno racconta la “storia” a seconda del proprio punto di vista e della sua esperienza. Non riesco personalmente a non pensare al caso Grecia di qualche anno fa. So bene che la situazione era completamente diversa, però alla fine si è conclusa allo stesso modo. Alexīs Tsipras primo ministro greco e capo del partito SYRIZA, avendo vinto il referendum per uscire dall’euro, si dedica a una politica anti austerità, in contrasto a quanto obbligato dall’Europa. Intenzionato a uscire dall’Europa, nel EUROSUMMIT dove si decideva il futuro della sua nazione, è stato costretto ad accettare una politica di lacrime e sangue senza precedenti. Eppure aveva dalla sua parte tutto il popolo greco! Cosa ha fatto cambiare rotta di 180 gradi a Tsipras? Lo ha spiegato poco tempo fa Franco Fracassi in una sua intervista. L’alternativa era la distruzione completa della Grecia da parte dell’Europa. Tsipras ha dovuto scegliere il male minore.
Io temo che la stessa cosa, anche se in altri termini, sia accaduto con Maduro. Gli USA dopo aver impoverito, probabilmente lo stato più ricco del sud America con il suo blocco commerciale, creando problemi di sopravvivenza in Venezuela e quindi un forte mal contento in circa il 50% della popolazione, facendo credere che la colpa di tutto era da imputare prima al Presidente Chavez e adesso al Presidente Maduro, sicuramente avranno minacciato per il Venezuela una sorte ancora peggiore di quella attuale.
Purtroppo la situazione nei Bricks, non idilliaca per il Venezuela, probabilmente a causa del Brasile e l’aiuto sia politico e commerciale che la Russia e la Cina non sono in grado di sostenere per aiutare il paese, hanno costretto Maduro ad accettare di farsi da parte. Un personaggio cresciuto tra le fila di Chavez, mai avrebbe accettato di abbandonare il suo paese vivendo all’estero, in Turchia, come prospettato da Trump in un ambiente da ricchi.
Anch’io avrei preferito andare in prigione, ed essere sottoposto alla perdita della libertà, ma mantenere il mio onore e la mia dignità.
Non desidero entrare sui motivi che hanno portato a tutto ciò. Io non mi interesso di politica, quindi non sono né di sinistra e neppure di destra. A mio parere sono le facce di una stessa medaglia. Ormai sono abbastanza vecchio per capire che non esiste differenza fra le parti. Cerco di giudicare il tutto a seconda della mia esperienza personale e valutare la condizione che si presenta volta per volta.
Per esempio per quanto riguarda la Palestina e la situazione che persiste da molto tempo, una volta Andreotti disse: se io fossi nato in Palestina, sarei un terrorista. Ebbene se io fossi venezuelano starei con Maduro, non perché è comunista, soltanto perché sta lottando contro chi vuole impossessarsi della nazione e sta affamando il suo popolo per ricavarne profitto. Così come hanno fatto con Cuba dagli anni ’50 del secolo scorso e come hanno fatto e stanno facendo in molte parti del mondo senza alcuna pietà.
Non si tratta di stare da una parte anziché dall’altra, basta ragionare con la propria testa. Se poi non ci si riesce perché è difficile, allora ogni tanto, al posto dei telegiornali e delle trasmissioni alla Porro ecc. sentitevi cosa diceva Giorgio Gaber tanti anni fa. Bastano pochi minuti di rilassamento via internet e Gaber vi illuminerà.
Comunque quando frequentavo Cuba, Panama, Puertorico, Aruba, le Isole Vergini e i Caraibi in genere, ho conosciuto qualche venezuelano. Mi è rimasto impresso il loro carattere e attaccamento alla loro terra. Molto patriottici, direi esageratamente convinti di far parte di una nazione privilegiata rispetto a tutte le altre. La percezione che ancora ho di loro è quella della strafottenza, della superiorità di essere venezuelani. Questa percezione di presunzione mi dava molto fastidio perché andava oltre il tollerabile, secondo quanto conoscevo dell’altra gente caraibica.
Forse era un periodo particolare dove il Venezuela se la passava molto bene, mi riferisco ai primi anni ‘70 del secolo scorso. Allora mi interessavo talmente poco di quanto accadeva intorno a me con i miei vent’anni! Però se devo dar retta ai miei ricordi e alle mie sensazioni, credo che il popolo venezuelano non sia un boccone facile per nessuno. Se poi sono stati sotto l’influenza di Chavez per lungo tempo e di Maduro, che pur non avendo il suo carisma, in qualche modo ha seguito la sua linea, immagino che si siano preparati in tutti questi anni a non cedere a nessuno.
Naturalmente contro la forza non si può opporre un sistema simile se non la si ha. Ci sono però tante altre possibilità che un popolo può attuare per rendere la vita difficile se non impossibile a chiunque cerchi di sottometterlo con la forza. A meno che non vengano distrutti con i bombardamenti a tappeto. Iniziando dal popolo stesso che all’improvviso si arma proprio per fronteggiare questo pericolo. Dico all’improvviso per chi non sa che sono anni che il Venezuela è pronto a non soccombere. Il legame fortissimo con Cuba ha fatto scuola. La TRIGRE, così è chiamata la vice Presidente Rodriguez del Venezuela, e non a caso, raggiungerà un accordo o negoziato, che pur soddisfacendo Trump non penalizzerà troppo il popolo.
Mettendo la premio Nobel Maria Corina Machado, a capo del Venezuela si arriverebbe ad uno scontro micidiale tra i Chavisti e gli oppositori che non avrebbero nessuna possibilità di vittoria. Questo Trump o chi per lui lo sa benissimo. Ci ha già provato con Juan Guaidò. Quindi meglio un accordo, con chi ha ancora in mano il Venezuela per non causare disastri incontrollabili. Un bel negoziato che non faccia troppo male al Venezuela e possa soddisfare Trump.
In sintesi questa è la mia versione della faccenda avvenuta pochi giorni fa, scaturita dalle notizie che i media ci forniscono e dalla mia fervida immaginazione.
Se invece dessi retta a quanto narra la TV, direi che gli americani, pardon gli statunitensi, stanchi dei soprusi, degli assassinii e torture del dittatore Maduro, sono intervenuti per liberare il popolo dall’oppressione e portare la democrazia. Naturalmente avendo investito negli anni scorsi milioni di dollari nelle raffinerie e nelle stazioni di estrazione, adesso pretendono il giusto risarcimento e perciò con le loro società petrolifere, gestite dalle solite tre grandi multinazionali, estrarranno e raffineranno il petrolio portandolo negli Stati Uniti per venderlo e tranne il giusto profitto, sia per loro stessi che per il popolo venezuelano. Contemporaneamente immettendo sul mercato una grande quantità di greggio, si abbasserà di molto il suo prezzo mettendo in difficoltà altri paesi produttori nemici della democrazia e nello stesso momento si faciliterà il suo acquisto per la gente comune.
L’operazione di polizia, così la intendono, è stata resa possibile per i molti infiltrati che la DEA e altre forze speciali avevano tra le file dei fedelissimi di Maduro. Solo la guardia personale cubana non si è fatta corrompere e perciò sono stati costretti ad eliminarla. Il tutto è stato reso possibile per la grande preparazione e conoscenza delle forze speciali USA.
Si suppone che una delle persone che abbia tradito Maduro sia proprio la TIGRE. Nominata Presidente, sarà l’interlocutrice primaria di Trump, essendo anche la responsabile degli idrocarburi nazionali.
Ognuno può credere ciò che vuole, questo non significa che sia vero. Credere infatti significa ritenere o reputare vero. Personalmente se dovessi scegliere tra la mia versione e quest’ultima, non avrei dubbi, sceglierei la mia. Non certo perché la mia sia vera e quell’altra no. Solo perché credere significa anche accogliere tra le proprie convinzioni o opinioni per intima persuasione, qualcosa che si sente dentro anche se non dimostrabile.
Vorrei che qualcuno si mettesse di traverso all’avanzata USA e li mettesse in difficoltà. So bene che questo qualcuno lo farebbe per i propri scopi e non per giustizia, però è necessario trovare la forza di bloccarli in qualche modo. Il nemico del mio nemico è mio amico! Cosa avverrà adesso in Venezuela? E cosa avverrà fra poco in Iran, Cuba, Colombia, Messico, Groenlandia? Non sono un indovino ma la classica frase latina: MALU TEMPORA CURRUNT SED PEIORA PARANTUR. Non è fuori luogo.
Gennaio 2026