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Metodo di differenziazione

- dall’intervista di Claudio Messora a Gabriele Vietti -

    Partendo da un ragionevole dubbio, espresso da Diego Fusaro e da molti altri opinionisti circa il vero motivo della diffusione del Covid19, cioè che non si sia trattato di un evento naturale, come dichiarano ufficialmente, bensì di altro.

    Almeno due ipotesi sono state prese in considerazione:

1. Errore e quindi fuori uscita di un virus da un laboratorio batteriologico.

2. Virus creato per convenienza e utilizzato per destabilizzare la Cina ed altri concorrenti commerciali e militari.

 

    Quest’ultima ipotesi pare più accreditata della prima perché questo virus è esploso nel momento giusto e nel posto giusto.

     CUI PRODEST?

     Questa semplice domanda può anche farci meditare su tante altre coincidenze che sono collegate al Covid19. Ciò non vuol dire essere complottisti e dichiarare che sicuramente una di queste due ipotesi o entrambi sono la verità, vuol dire esprimere semplicemente un’opinione basandoci su un legittimo dubbio che cercherò di spiegare. Se si prende come unica possibilità l’evento naturale, non ci possiamo basare su niente di scientifico ma dobbiamo accettarla così com’è. Se invece ci poniamo dei dubbi, come dovremmo fare obbligatoriamente nel caso in cui accade qualcosa di straordinario all’improvviso, allora dobbiamo tenere in considerazione quanto stabilito in documenti NATO, redatti da personale scientifico che si occupa a pieno titolo di guerra batteriologica.

    La prima preoccupazione di questi documenti è stabilire chi potrebbe avere la possibilità tecnica di produrre un simile virus. La seconda possibilità è chi sarebbe in grado di trasportarlo e diffonderlo, la terza è a chi gioverebbe tutto questo e se si ha o meno l’intenzione di provocare tutto ciò. Lo studio sui metodi di differenziazione si basa su sistemi scientifici per dimostrare quanto un’ipotesi possa essere più considerata rispetto ad un’altra. A seconda dei parametri presi in esami si potrà dare un PESO ad ogni ipotesi.

    Questo è importante quando non si è a conoscenza di nessuna prova certa della situazione che si è venuta a creare. Nel caso del Covid19 i virologi hanno dichiarato che sicuramente non si tratta di un virus artificiale, quindi hanno escluso ogni possibilità che possa essere sfuggito da un laboratorio oppure lanciato a proposito. Gli studiosi del settore però non possono essere in grado di dire che tutto ciò sia impossibile perché non sono competenti in questa materia specifica pur essendo virologi o epidemiologi. Questo perché c’è un altro campo che si occupa di questo argomento specifico ed è quello della guerra batteriologica militare, di cui questi illustri medici non fanno parte. Metodo Bruno Finki Nel caso in questione del Covid19 si sono presi solo due criteri rispetto a molti che ne esistono. Già questi solo due bastano per dimostrare che la faccenda in questione non è affatto impossibile. Il primo è l’analisi del contesto internazionale. Cioè se ci sono dei conflitti etnici, religiosi, politici ed economici in corso. In questo caso ci sono dei conflitti intensi economici tra gli Stati Uniti e la Cina.

     Il secondo che l’evento ipotizzato è inverosimile e quindi impossibile. Come si può spiegare scientificamente perché è impossibile? Forse leggendo su dei siti ufficiali europei dove si riportano che non possono essere stati gli Stati Uniti, come invece dicono informazioni russe. In parole povere siti anti bufale russe. In realtà proprio i documenti Nato prendono come prima ipotesi la possibilità che possa essere un attacco ad hoc, quando accade un evento simile. La possibilità che gli Stati Uniti temano che entro poco tempo loro non siano più la potenza egemone mondiale, è seria. Per questo motivo cercano in tutti i modi di fermare o almeno rallentare l’espansione e la potenza cinese che sempre più riesce ad ottenere successo. Non c’è scritto da nessuna parte che tutto ciò debba essere così, ma non ci sarebbe niente di strano se fosse realtà.

    Oggi con la guerra batteriologica che fino agli anni ’60 era sconsigliata perché non si sapeva come parare l’eventuale danno anche a chi iniziava la lotta, si può pensare che sia una guerra tutto sommato conveniente perché da qualche decennio la scienza è riuscita a contenere le epidemie senza farle diventare pandemie. Comunque considerando che il Covid19 non sia un evento naturale è supportato dall’ipotesi che se qualcuno avesse avuto l’intenzione di recare un danno economico ad un’altra nazione, come in questo caso alla Cina, avrebbe scelto un luogo, per la diffusione del virus, che sia centrale nel paese e di grande snodo, una città dove esista un grande laboratorio batteriologico che studia casi patogeni, e un periodo in cui ci siano grandi spostamenti di massa di persone (capodanno cinese) per un migliore contagio. Tutto ciò si è verificato puntualmente. L’idea poi di scegliere Wuhan con il laboratorio batteriologico è stata geniale. Si può pensare ad una fuori uscita del virus per un errore degli scienziati stessi. Considerando poi che spargendo la voce si può creare discredito ai responsabili della Cina stessa come colpevoli di aver causato tutti quei danni. Queste sopra descritte sono le ipotesi prese in considerazioni e studiate secondo alcuni parametri di vari metodi di differenziazione.

    Nel mio piccolo, senza conoscere niente di questi metodi già avevo preso in esame buona parte di tutto ciò, anche se non conoscevo i documenti ufficiali della Nato in caso di diffusione di un virus. In più mi sono posto ulteriori domande a cui ancora non trovo risposte.

1) Perché nel mondo città con grandi comunità di cinesi, come San Francisco, Los Angeles, Londra (Soho) e tante altre, che hanno scambi giornalieri con la Cina non hanno subito contagi?

2) Come mai nei paesi europei dove non hanno preso alcuna misura protettiva non si sono avuti contagi come è accaduto in Italia? Eppure qui in qualche modo almeno abbiamo bloccato i voli diretti con la Cina cosa che nessun altro paese aveva fatto. Posso pensare che non ci stanno raccontando la verità? Perché i virus non conoscono frontiere.

3) I due cinesi colpiti dal virus scoperti a Roma, sono arrivati a Milano in bicicletta? No! Allora è probabile che anche qualche passeggero dell’aereo che li ha trasportati dalla Cina sia contaminato.

4) Come mai nessuno ci ha pensato? E dove sono adesso quei passeggeri?

5) In Africa ci sono circa 5 milioni di cinesi che lavorano e quindi si muovono tra Cina e Africa. Possibile che si sia verificato un solo caso e poi in Egitto e non nella zona orientale che è quella dove si sono stabiliti i cinesi?

6) Posso pensare che in Italia siano state colpite proprio le regioni più produttive che abbiamo solo per pura combinazione? Oppure anche per questo argomento devo iniziare un metodo di differenziazione?

 

   Non ho ancora risposte per queste domande pur essendo pertinenti e non campate in aria. Non ho sentito, nei vari dibattiti televisivi qualcuno che le ha sollevate, almeno nella maniera come ho scritto io.

    Nei giorni seguenti immagino due possibili situazioni:

1) Si sgonfia tutto. Si circoscrive il contagio e tutto in breve tempo torna nella normalità, almeno in Italia.

2) L’affare si ingrossa! Il contagio si diffonde in varie regioni d’Italia e anche dall’Europa iniziano ad arrivare segnalazioni di contagiati e quindi deceduti.

   Non sappiamo ancora se questo virus si comporti come una normale influenza. Se lo è allora anche coloro che sono guariti e risultano negativi al virus potrebbero essere nuovamente infettati e ritrasmettere il virus. Qualsiasi cosa sia lo sapremo presto. Voglio invece scrivere che sono sempre stato curioso di analizzare i fatti che accadono ed ipotizzare scenari futuri.

   Non so perché ciò mi interessi tanto, ma da sempre leggendo i giornali, magari qualche trafiletto nelle ultime pagine, piuttosto di titoloni a nove colonne, oppure ascoltando delle interviste di esperti su discorsi vari, mi faccio delle idee, come credo capiti a tutti. Ebbene sulla guerra del golfo, così come viene chiamata ormai, tra il 1990 e il 1991 ho la mia idea del perché scoppiò. Ufficialmente è stato l’attacco di Saddam Hussein al Kuwait ad innescare la guerra. In effetti fu proprio così ma perché ciò accadde?

   Secondo il mio parere, mai confermato da qualcuno, la causa fu quella di fermare l’espansione commerciale del Giappone che in quel periodo si stava comprando mezzo mondo. La tecnologia più avanzata proveniva dalle sue fabbriche ed il suo potere economico cresceva sempre più. L’egemonia degli Stati Uniti stava per essere messa a rischio, quindi occorreva fermare il Giappone in qualche modo. Qual’ era il punto debole giapponese?

    Semplice: il petrolio! Il Giappone prelevava il suo approvvigionamento quasi esclusivamente dal Golfo Persico, perciò bastò obbligare le altre nazioni produttrici di petrolio non del Golfo, a non rifornire il Giappone (con i soliti mezzi USA) e bloccare di fatto tutto il Golfo con una guerra ad Hoc per risolvere il problema.

    Sarebbe bastato poco tempo per mettere in ginocchio il Giappone e in effetti fu proprio così. In più, dato che negli Stati Uniti ragionano molto bene quando si tratta di guadagnare denaro e potere, riuscirono ad obbligare le nazioni che non intendevano partecipare direttamente alla guerra, a tassarsi per finanziare il conflitto sostenuto dalle altre nazioni (vedi il Giappone e la Germania con la scusa che non potevano partecipare a causa della sconfitta nella seconda guerra mondiale per sanzioni ancora vigenti). In più essendo in quel periodo di tempo con i magazzini pieni di armi, che a causa del ristagno mondiale delle varie guerre non erano riusciti a vendere, le smaltirono in due modi:

 

1) Utilizzandole loro stessi.

2) Obbligando i paesi alleati a comprarle anche se le loro armi erano di fatto obsolete rispetto alle ultime novità (vedi gli S.P.A.D.A 2000 contro i S.A.M USA).

 

    In più gli Stati Uniti rimisero in moto tutto il reparto industriale che solo una guerra di un certo peso può produrre. (si calcola che solo per le bare per i loro soldati, tanto per dirne una, abbiamo risollevato varie fabbriche). Ma poi si parlò di ricostruzione a cui potevano partecipare soltanto coloro che avevano in qualche modo combattuto sul campo. Altri soldi, tanti ma proprio tanti. Allora dissi che gli alleati non avrebbero tolto un solo capello a Saddam Hussein, anzi che si sarebbero fermati prima di raggiungere Bagdad.

    Mi presero per matto! Salvo poi meravigliarsi quando in effetti successe proprio così. In seguito, cambiando di nuovo le carte in tavola, Saddam Hussein non poteva restare vivo, sarebbe stato un testimone troppo scomodo. Questo perché USA e Saddam erano complici fin dall’inizio. In quell’occasione pensai che per fermare la Cina, che allora cominciava a muovere i primi passi commerciali internazionali, non sarebbe bastato bloccare il petrolio. Infatti la Cina aveva tutto: materie prime, tecnologia, mano d’opera. Perciò occorreva qualche altra idea per fermarla: un virus. Peccato che allora non si poteva parlare di guerra batteriologica senza subirne le conseguenze, però in seguito, tutto poteva essere possibile.

    Non vorrei che i vari virus tipo quello suino africano, l’aviaria, la sars, l’ebola, hiv ecc. abbiano tutti una stessa origine, cioè quella artificiale. Quindi pensare che il Covid19 non sia un prodotto naturale non è del tutto sbagliato.

    Esattamente come diceva Andreotti: pensare male forse si fa peccato, ma di solito ci si azzecca.

                               

 

                                                                                                      Natale Pappalardo febbraio 2020

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