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Paolo di Tarso

San Paolo! Se ne parla tanto ma forse pochi conoscono qualcosa di questo santo.

Purtroppo nelle mie ricerche di questo personaggio, sono incappato in due versioni completamente opposte. Forse ve ne sono diverse, ma fondamentalmente due sono le direttive a cui ho cercato di dedicarmi: quella canonica descritta dalla chiesa e quella in disaccordo. In seguito cercherò di definirle entrambe, almeno in sintesi, anche se le notizie maggiori sono quelle che la chiesa elargisce a piene mani. Poi naturalmente via internet si trovano “curiosità” talmente personali che non mi sono preso la pena di citare.

Mi incuriosisce questa figura perché dopo aver avversato i cristiani, anche partecipando forse al martirio di Santo Stefano, primo martire cristiano, a causa di una “rivelazione” cadde a terra. (Conversione di San Paolo sulla via di Damasco dipinto da Caravaggio 1600-1601 conservato in Santa Maria del Popolo).

E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?»” (At 9,1/4);

 

Da allora si convertì dedicando la sua vita alla predicazione. Ci sono stati molti che hanno vissuto solo per la predicazione, ma Paolo ha influenzato o forse addirittura costruito una nuova religione con tenacia, forza e determinazione.

Tutte le informazioni che sono riuscito a reperire sono come sempre dubbie. Non c’è una sola verità perché il tutto viene rivelato dal Nuovo Testamento e da scritti apocrifi, che come già abbiamo constatato, tutti, non sono considerati documenti storici ma solo notizie scritte da sconosciuti. Anche parecchie lettere di Paolo, se non tutto il suo lavoro, non si è certi sia stato scritto da lui.

Leggendo di lui scopro che in realtà non si sa molto di quest’uomo, perché si hanno notizie molto positive e altrettante molto negative, quindi esageratamente contrastanti fra loro. Qual è la verità? Era davvero un santo, come ci racconta la chiesa, oppure era un uomo pericoloso ed ambizioso che ha fatto fare stragi di persone durante la sua vita?

Nacque a Tarso in Cilicia, nell’attuale Turchia centro-meridionale. (Qualcuno dice che nacque da un’altra parte (Sofronio Eusebio Girolamo) cioè in Giudea).  In quei tempi la sua città era capitale di una provincia romana, la sua famiglia ebrea, della tribù di Beniamino, causa la diaspora apparteneva alla locale colonia. Anno di nascita incerto probabilmente tra il 5 e il 10 D.C. Il suo nome era Saulo (Saul come il primo re di Israele), ma convertì il suo nome in Paolo perché cittadino romano e quindi ricco di privilegi. (la cittadinanza gli derivava dalla nascita, dal padre o forse dal nonno. Anche qui ipotesi tantissime, certezze nessuna)

Il padre, gli insegnò il mestiere della lavorazione del cuoio per costruire tende portatili e altri oggetti e questo gli bastò per mantenere sé stesso e i suoi fedeli durante i pellegrinaggi. Questo è quello che alcuni scrivono, ma sono solo ipotesi perché la verità non la conosce nessuno, quindi anch’io ipotizzo che non era affatto così, perché per viaggiare e mantenersi creando delle comunità nelle varie città, non bastavano solo le chiacchiere, occorreva danaro che sicuramente veniva elargito dai fedeli. Poi ricordo sempre un proverbio che recita: chi dorme non piglia pesci, quindi se vai in giro a chiacchierare e anche molto, non si ha tempo per lavorare, specialmente con quel genere di lavoro molto impegnativo.

Altra cosa che mi rende perplesso è che di Paolo si dice che fosse molto colto, almeno questo ho sentito dire da qualche Testimone di Geova, ma non mi risulta. Certo conosceva l’ebraico perché faceva parte dei farisei.  (La corrente dei farisei costituiva il gruppo politico-religioso giudaico più significativo nella Giudea del periodo che intercorre all'incirca tra il II secolo A.C. e la prima guerra giudaica 70 D.C.). L’ebraico a quei tempi si parlava solo nelle funzioni religiose, mentre normalmente la lingua parlata era l’aramaico (quella di Gesù). Aveva studiato in gioventù a Tarso in una comunità greco-ellenistica, quindi conosceva il greco e i suoi scritti infatti sono in quella lingua. Non conosceva il latino, pur essendo cittadino romano.  Naturalmente rispetto alla massa che lo circondava poteva definirsi colto, sapeva leggere, scrivere e conosceva la Bibbia dei “settanta” scritta in greco e altre opere ellenistiche. Personalmente non mi sento di paragonarlo ai sapienti di quel tempo.

Le comunità fondate nei vari luoghi non sempre si comportavano come avrebbero dovuto, tante anche si sciolsero. Paolo anche per questo scrisse 13 lettere, (la tradizione cristiana dice che sono opera sua ma non è certo) altre lettere attribuite a lui nel tempo sono state dichiarate non sue. Negli atti degli apostoli, sempre nel Nuovo Testamento attribuite a Luca scritte dopo 80 D.C quindi dopo la morte di Paolo, si parla anche di lui perché Luca era un suo collaboratore.

Dopo la morte di Gesù iniziarono a venire fuori i giudeo-cristiani guidati dagli apostoli ma con la conversione di Paolo ci fu uno scontro molto aspro combattuto lungamente fra loro e i paolini. Quindi c’erano due chiese nascenti, quella di Pietro e quella di Paolo che oggi sembrano essere stati in armonia, mentre invece i loro scarsi incontri furono sempre burrascosi.

In pratica Paolo sosteneva che non c’era bisogno di eseguire perfettamente la legge ebraica, e per prima cosa non era concepibile la circoncisione, così come il divieto di nutrirsi di animali non considerati dalla legge. Oltre naturalmente alla morte e alla resurrezione di Cristo e della vita dopo la morte. Eppure era un fariseo, una comunità molto apprezzata dalla maggioranza del popolo soprattutto perché rigorosa e ortodossa nell’osservare le leggi ebraiche.

Questa predicazione fortemente contrastata dagli ebrei tradizionalisti, lo mise in difficoltà in parecchi luoghi, tanto che si dovette spostare molte volte per non subire conseguenze che però alcune volte fu costretto ad affrontare. Come la carcerazione e le frustate, una serie di 5 con 39 colpi ciascuna.

Gli attriti tra gli apostoli e Paolo, che li aveva chiamati super apostoli, personalmente non mi paiono intensi, probabilmente perché non sono a conoscenza delle usanze degli ebrei di quei tempi. Infatti Paolo predicava volentieri presso i “gentili”, mentre gli apostoli si rivolgevano agli ebrei. (come aveva ordinato loro Gesù)

Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani, rivolgetevi, piuttosto, alle pecore perdute della casa d’Israele»” (Mt.10,5-6).       (Più chiaro di così)

 

La legge ebraica vietava molte cose, anche il semplice pranzo insieme ai pagani e questo era anche motivo di scontro con Paolo che invece predicava l’uguaglianza di tutti. Credo un diverso intento su quanto aveva predicato Gesù. Paolo lo intendeva talmente libero da essere contrastato dagli apostoli autentici. Come se la legge ebraica, a cui Gesù stesso faceva riferimento, non dovesse essere più valida. Questo però lo credo io leggendo qui e là. Perché ci sono riferimenti scritti da sacerdoti, quindi dalla chiesa, per forza di parte e altri scritti da coloro che non sono affatto d’accordo. Queste due fazioni fanno riferimento alle lettere di Paolo e agli atti degli apostoli ma li interpretano a modo loro. Non avendo un parere obiettivo, rimango perplesso.

Delle lettere di Paolo si parla spesso di collette per aiutare i poveri, ma non si sa se poi quel danaro sia mai giunto a destinazione. Infatti Tito era il discepolo incaricato di ciò ma negli atti degli apostoli non se ne fa menzione. C’è però un procuratore romano che era invidioso delle ricchezze di Paolo (come mai possedeva tanto denaro?). Continuò ad avere scontri anche molto intensi col fratello di Pietro, Andrea che in Grecia evangelizzò parecchi fedeli specialmente a Corinto in attrito con Paolo.

Non si fa nessuna menzione di questo scontro duro tra Paolo e gli altri apostoli veri, perché ricordo che si auto definì il tredicesimo apostolo pur senza aver mai conosciuto Gesù. Certamente tanti si fecero chiamare così ma solo lui ebbe questo grande successo tanto da sbaragliare coloro che avevano davvero vissuto fianco a fianco con Gesù.

A causa degli scontri con gli ebrei, fu incarcerato a Gerusalemme ma essendo cittadino romano ottenne di essere processato a Roma. Per evitare il peggio, i romani lo scortarono per proteggerlo da ben 470 militari durante il suo arresto. Per questo qualcuno pensa che sia stato un collaborazionista romano. Nel processo che si svolse a Roma, dopo qualche anno di arresti domiciliari, dove Paolo continuò comunque a scrivere e a darsi da fare per convertire la gente, fu assolto perché nessuno dei testimoni si presentò.  Si dice che fece ancora un altro viaggio, dopo il processo, ma non se ne ha una vera conferma.

Poi, Nerone lo fece uccidere, forse decapitandolo all’incirca nel 67 D.C. (incendio di Roma) Era o non era un collaboratore romano? Perché con tutte le sue conoscenze fu ucciso? La spiegazione della chiesa è semplice: perché era cristiano. Forse i rapporti con l’imperatore e con chi contava erano cambiati. Non ci sono altre spiegazioni, almeno io non le ho trovate.

Concludendo si può dire che Paolo sia stato il vero artefice della cristianità, perché se non ci fosse stato lui, con la sua predicazione e con i suoi scritti, il cristianesimo sarebbe stato diverso e probabilmente circoscritto tra gli ebrei e dopo poco tempo sarebbe svanito nel nulla, esattamente come tante altre sfaccettature dell’ebraismo che nascevano e morivano in quel periodo. Probabilmente Costantino non avrebbe avuto bisogno di indire il Concilio di Nicea e far creare il Credo, perché l’argomento che sollevò il monaco e teologo Ario cioè la non consustanzialità, non avrebbe avuto motivo di esserci.

La consustanzialità nella dottrina cattolica significa essere di una sola e medesima sostanza e natura. (naturalmente si riferisce a Dio e a suo figlio)

Quindi tutta la storia del Gesù/Cristo che i Vangeli ci narrano, forse non sarebbe nemmeno esistita.

Il messia atteso dagli israeliti è uno della famiglia di David, un re che dovrà soggiogare tutto il mondo sotto il suo potere. Israele dovrebbe essere la nazione guida di ogni altra nazione sulla terra ed avere tutti un solo Dio Yahweh. Quindi non un Gesù qualsiasi che fu anche crocifisso.

Paolo esattamente come Maometto ha avuto la “visione” di Dio e tramite lui ha compiuto il suo percorso. Entrambi “fulminati” dalla fede. Mi chiedo come mai Dio si comporti così, in modo talmente tortuoso da rendere incomprensibile tutto. Sicuramente non ci è dato capire questi misteri, siamo troppo insignificanti.

Io non posso tener conto di qualcuno che dice di essere stato folgorato da Dio, perché ricordo ancora bene che in gioventù, partecipai alcune volte ad assemblee di evangelisti (condotto dai miei zii). Mi sorprese l’ambiente vasto ma praticamente “nudo” rispetto alle nostre chiese e le dichiarazioni di alcuni fedeli che alzandosi in piedi citavano il momento in cui furono “COLPITI” anche loro folgorati da una luce chiara ed intensa.

Parlavano come se fossero in trance e sinceramente all’inizio non riuscivo a capire nemmeno di cose stessero parlando. Poi in seguito, nelle altre assemblee cominciai a rendermi conto……Purtroppo, per loro, quest’altri “folgorati” non hanno avuto nessun seguito, almeno che io sappia.

Io nella mia immensa ignoranza cerco di istruirmi e fare chiarezza in tutto quello che mi circonda. Non sempre riesco a soddisfare la mia curiosità verso ciò che non conosco, spesso anzi rimango sorpreso dalla complessità che anche argomenti dall’apparenza semplici ed elementari comportano.  Sulla religione ci sto passando molto del mio tempo, ma non per “capire”, almeno questo l’ho assodato, non posso capire, nemmeno di sbrogliare la matassa. Speravo però di trovare almeno i due capi: l’inizio e la fine.

Mi sono illuso, perché sono arrivato alla conclusione, almeno a questo punto, che non ci sono solo un inizio e una sola fine, ma sicuramente ve ne sono un’infinità. Come se in un gomitolo di filo aggrovigliato, qualcuno non potendolo sbrogliare, abbia cominciato a tagliare i vari nodi, creando così altri inizi di filo. La voglia è di lasciare stare e gettare il gomitolo nella spazzatura, ma poi con pazienza prendo un capo e cerco di liberarlo, almeno finchè posso.

 

 

Poi c’è anche un’altra storia probabilmente più veritiera cioè che Paolo non è mai esistito. Così come non sono mai esistiti gli apostoli, Gesù e tanti altri personaggi che vengono narrati nei vangeli e in altri libri del Nuovo Testamento. Sono blasfemo? Mi limito solo a ricerche che chiunque può effettuare, avendone voglia e tempo.

Naturalmente non ho nessuna certezza in quello che sto scrivendo, però vi sono degli individui che hanno dedicato parecchi anni della loro vita a studiare i così detti libri sacri e mettendoli a confronto con documenti ufficiali del tempo, quasi tutti scritti dai romani, che come si sa per questo erano veri maniaci di precisione; ebbene non trovano alcun riferimento di quanto ci narrano. Non mi riferisco solo ai miracoli che sia Gesù e i suoi Apostoli hanno compiuto

"Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo, al punto che si mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano” (At 19,12).

Come sappiamo, resurrezione dei morti, guarigioni strabilianti, moltiplicazione dei pani e dei pesci ecc. Ma anche situazioni geografiche inesistenti o spostate di parecchi chilometri. Oppure gerarchie militari e politiche non rispettate, date incerte o cambiate, responsabili non cronologicamente inseriti nel contesto dell’argomento. Errori grossolani di scambio di personalità al comando. Conoscendo che il tutto è stato scritto a posteriore dai fatti accaduti, questi sarebbero dovuti essere ben verificati, tanto più che il tutto è stato scritto sotto la guida divina. Situazioni di estremo interesse pubblico, nemmeno accennate nelle cronache locali né generali.

Come è stato possibile che nessuno si sia preoccupato di verbalizzare episodi eccezionali che hanno interessato migliaia di persone, mentre sono solamente scritte nei libri sacri? Gli individui che ancora si impegnano a studiare con pignoleria i fatti accaduti documentati e i fatti soltanto descritti nella Bibbia, non si capacitano come mai altri studiosi storici, anche di valore, non denuncino alle autorità, almeno a quelle storiche, i grossolani errori scritti nei libri sacri che di fatto denunciano una mistificazione conclamata creata a proposito.

Dichiarano di non capire il perché non denuncino ufficialmente che si tratta di un falso, storie scritte senza una autenticità storica.

Forse, aggiungo io, perché una cosa sono i documenti ufficiali ed un’altra sono i libri sacri che possono o non possono aver credito. Come può uno storico accusare di falso un libro che non pretende di essere storico ma SOLO SACRO? Impossibile!!

Questo come premessa, ma torniamo a Paolo. La sua invenzione e creazione è davvero strana, infatti Gesù dopo aver istruito i suoi Apostoli, dopo essere morto e risorto, si ricordò che si era dimenticato di qualcosa e quindi folgorò proprio uno dei più accaniti persecutori dei cristiani per mandarlo a predicare una “storia” diversa da quelli dei suoi apostoli, tanto che si trovarono in conflitto. In effetti fu soltanto un’ideologia, “incarnata” in un uomo “discepolo apostolo di Gesù”, necessaria perché rappresentava la soluzione politica religiosa per quella parte di ebrei della diaspora la cui esistenza, nelle Province dell’Impero Romano, era diventata difficile in quanto seguaci di una fede nazionalista integralista che imponeva loro di non sottomettersi ad alcuna dottrina, o “Padrone”, o “Signore”, se non al proprio Dio: “Yahweh”.

Un’ideologia imposta dall’evoluzione politica e militare che vide sconfitti, atrocemente, i patrioti yahwisti con oltre un milione di morti nelle guerre contro Tito e Adriano. Una conseguenza voluta da una corrente religiosa ebraica che decise di revisionare il messianismo zelota, sulla base di una logica opportunità adeguata alla realtà dell’epoca, rivedendo le profezie messianiche della Legge ancestrale e aprendosi, infine, ai culti pagani della “salvezza” oltre la morte, grazie alla resurrezione del corpo.

(Con Paolo tutto diventa normale e più facile)

« Il vangelo da me annunziato non è opera d’uomo; perché io stesso non l’ho ricevuto né imparato da un uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo »” (Lettera ai Galati 1,11).

 

 

Autorizzato dal Sommo Sacerdote?

 

Saulo, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al Sommo Sacerdote e gli chiese lettere per le Sinagoghe di Damasco per essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati.

 

Io (Saulo) perseguitai a morte questa nuova dottrina arrestando e gettando in prigione uomini e donne, come può darmi testimonianza il Sommo Sacerdote e tutto il collegio degli anziani (il Sinedrio). Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme” (At 22,4/5).

 

Il Sommo Sacerdote non poteva in alcun modo ordinare a Paolo di fare quello che ha fatto ai cristiani perché non ne aveva l’autorità. Era territorio romano e quindi c’era una gerarchia militare e politica da rispettare. Le autorità religiose non avevano voce in caso di arresti e condanne a morte. Poi ci sarebbe da definire in che modo Paolo riuscì a dimostrare di essere un cittadino romano quando lo erano soltanto coloro che erano nati a Roma o nel territorio italico e in casi particolari anche nei territori esterni ma con una documentazione approvante ciò. Nel caso della sua incarcerazione, il procuratore romano pensava che Paolo fosse il capo, chiamato l’egiziano, di una forza ribelle che gli era sfuggito appena poco prima, dopo averla combattuta. Quindi non credeva fosse cittadino romano, anche perché lui stesso aveva dichiarato di essere nato a Tarso in Cilicia. Però si legge che il procuratore avendo saputo che era romano, ebbe paura di Paolo…. Mi chiedo perché?

“Il Tribuno fece chiamare due centurioni e disse: “Preparate duecento soldati, settanta cavalieri e duecento lancieri perché Paolo sia condotto a Cesarea sano e salvo dal Governatore Felice” (At 23,23).

Paolo è stato accusato di aver oltraggiato il Sommo Sacerdote che era stato nominato da responsabili romani, quindi aveva offeso Roma. Avrebbe dovuto essere processato, giudicato e condannato a morte seduta stante ebreo ex ebreo o cittadino romano e non scortato con tanti militari e trasportato a Roma come se fosse stato un principe. Quindi pare che il processo a Roma non avvenne così come non fu condannato a morte da Nerone che a causa dell’incendio di Roma aveva dato la colpa ai cristiani perseguitandoli. Questa strage di seguaci di Cristo da parte di Nerone, non risulta in nessun documento ufficiale e neppure nei libri storici romani, però essendo citati nei libri sacri, risulta realtà.

Dobbiamo credere ai libri sacri e genufletterci, chiudendo gli occhi su quanto narrano i libri e i documenti storici? Anche se si è accertato che hanno imbandito le sacre scritture di reali personaggi storici conditi con altri inventati?

Hanno commesso errori grossolani che oggi si riescono a evidenziare perché per fare una ricerca non bisogna perdere mesi nelle biblioteche, per fortuna abbiamo San Google (ancora sconosciuto per la chiesa) che ci offre se non tutto, almeno molte cose su un piatto d’argento.

Cosa penso io? Davvero lo devo dire?

 

                                                                                                      Natale Pappalardo aprile 2018

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