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CI CREDO O NON CI CREDO?

Gli avvenimenti di cui siamo a conoscenza attraverso i vari servizi di comunicazione odierni o attraverso gli studi effettuati nel tempo, li giudichiamo personalmente a seconda della consapevolezza che abbiamo acquisito e continuiamo ad apprendere. Ciascuno di noi quindi, giudica l’informazione ricevuta in vari modi. Però fondamentalmente tre sono quelli principali: vera, falsa, non so. Dovrei aggiungere un altro modo, cioè l’indifferenza. Una notizia può anche non essere interessante per una parte della gente e perciò non è presa in considerazione.

1. VERA Si accetta l’informazione con tutti i particolari perché è trasmessa da una fonte o istituzione ufficiale. Non c’è motivo di dubitarne.

2. FALSA Non si accetta l’informazione con tutti i particolari anche se trasmessa da una fonte o istituzione ufficiale. Il dubbio è sempre presente e questo fa scattare nel soggetto la ricerca a scoprire cosa ci sia davvero di vero nella notizia ricevuta.

3. NON SO Si resta in attesa di ulteriori notizie e dettagli vari per decidere.

Quasi nessuno però immagina che l’informazione trasmessa è sempre sottoposta al controllo di qualcuno. Per esempio di chi sovvenziona o è il proprietario del media che emette o divulga le notizie. La maniera di far vedere un video, alcune immagini sì e altre no, le parole usate o semplicemente le pause effettuate per determinate frasi ed altre sottigliezze. Se poi gli esperti che si invitano per discutere, sono già stati “addomesticati” ed indirizzati verso una situazione stabilita, ecco che la notizia pur essendo vera, può prendere una strada completamente opposta dal fatto avvenuto. Però il più delle volte siamo proprio noi, spettatori, lettori o ascoltatori, che rifiutiamo ciò che dichiarano i vari giornalisti o intervistati, perché non condividiamo quel “modo di vedere le cose”: difesa personale, divorzio, aborto, immigrazione, case occupate, scioperi ecc.

Argomenti dove la gente è molto divisa fra di loro e perciò nascono trasmissioni create apposta per chi desidera sentire esperti che sostengono le proprie idee. Probabilmente quasi nessuno si rende conto che, in una trasmissione dove gli spettatori si sintonizzano spontaneamente perché giudicano a loro affini, il contenuto dei programmi e i conduttori, ad un certo punto, proprio quando si è più interessati e quindi molto concentrati, arriva una propaganda quasi subliminale, appena accennata. Non si tratta di pubblicità per acquistare un prodotto o cose del genere, è qualcosa che indirizza gli spettatori, in questo caso, verso ciò che interessa ai proprietari dell’emittente o di chi sta sopra. Non posso dare ulteriori spiegazioni, sono situazioni molto delicate e principalmente pensate per uno scopo specifico.

Chi invece va cercando altre notizie rispetto a quelle ufficiali, le trova anche facilmente. Il contrario dell’informazione denominata “mainstream” cioè, corrente principale, è sempre ben in evidenza. Il problema maggiore è fare chiarezza, perché inserendo a notizie vere anche quelle false, non si sa cosa cercare. Chiunque può scrivere ciò che vuole anche bugie, sempre se i suoi seguaci, cioè come sono chiamati adesso “follower” (quando esiste una forma nella nostra lingua perché si usa una forma inglese?), con i loro “like” (approvazione, che piace), è una minoranza che non infastidisce le grandi piattaforme internazionali. Altrimenti oggi si usa la censura o la chiusura dei piccoli privati indipendenti, se cominciano a dare fastidio superando una certa quota di visitatori. In sostanza non esiste solo la versione ufficiale che i media diffondono, come se si trattasse di una velina, che le varie emittenti o giornali si passano di mano in mano, esistono varie versioni della stessa notizia, certamente in tono minore, trasmesse principalmente sulla rete, tese a soddisfare ogni tendenza di pensiero. Mentre la versione ufficiale viene calata dall’alto e arriva dovunque e a chiunque, anche a chi non sta cercando informazioni, perché magari è in attesa che inizi la sua trasmissione preferita e in quel momento è l’ora del TG, per esempio.
Per le altre versioni che le fanno da contrasto, invece, bisogna andarle a cercare e perciò impegnarsi dedicando tempo. Innanzi tutto discriminare o cercando di farlo, il vero dal falso e poi cercando fonti ritenute valide e conosciute, magari avendone già accertate la sincerità nel passato. La stessa notizia perciò, essendo letta o raccontata in maniera diversa, spesso completamente trasformata, si dovrebbe poterla confrontare con varie fonti, tutte quelle possibili, comprese quelle che a prima vista sembrano spazzatura. Bisognerebbe poterle ricevere da ogni direzione, il massimo sarebbe da 360 gradi.
Alla fine non si riuscirà ad avere tutta la verità, però ci si può avvicinare molto. In questo periodo a prescindere dalla guerra in Palestina, in Ucraina, dell’elezione del Presidente USA Trump, dei problemi relativi all’Unione Europea con la Russia, i contrasti armati tra Pakistan e India, i soliti problemi tra Cina e Taiwan e altro, tutti i media si sono concentrati sul Vaticano a causa del malessere e morte di Papa Francesco e l’elezione del successore. Purtroppo, io non seguo le faccende ecclesiastiche in generale e non mi occupo di papi, perciò non mi sono preoccupato di ricercare notizie che vanno oltre le notizie ufficiali. Però, inevitabilmente, anche non volendo, qualcosa mi arriva. Pur non essendo interessato un papa non muore tutti i giorni; perciò mi sono deciso a scrivere un articolo, ma senza indagare a fondo, come invece è mia consueta abitudine. Sono consapevole che quello che scrivo potrà non essere condiviso da molte persone, d’altronde sono solo opinioni personali che esprimo liberamente come pensatore. Anche l’articolo 21 della Costituzione mi autorizza a potermi esprimere in qualsiasi forma possibile, sempre nell’ambito consentito. Per quanto poi riguarda l’argomento in questione che sto per toccare, nessuno al mondo può stabilire, che la religione cioè Il rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l'uomo a quanto egli ritiene sacro o divino, non sia prettamente personale. 

Argomentare sulla religiosità in generale o esprimere un’opinione inerente ministri della fede, santi o semplicemente avere idee diverse da quanto la linea ufficiale della Chiesa predica, sia pure nel catechismo, comporta un rifiuto immediato da parte di chi ha sempre seguito quanto ci hanno insegnato fin da piccoli. Essendo vissuto nell’ambito della chiesa cattolica, tanto da essere stato chierichetto per qualche anno, sono stato immerso all’interno di una fede totale. Mi sentivo protetto e difeso da ogni male, sia esterno e sia interno. La sensazione meravigliosa di non essere mai solo, avendo accanto e dentro di me una corazza invalicabile e invisibile donatami da Dio. Ho trascorso la mia giovinezza come meglio non avrei potuto e di questo, devo ringraziare chi mi ha istruito e condotto nelle mani del Signore. Anche quando ero militare, ogni sera dedicavo qualche minuto prima di addormentarmi alla preghiera. Un resoconto sintetico della giornata, degli errori commessi, dei miei pentimenti ecc. Dopo ero finalmente in pace, protetto! Purtroppo, proprio nel periodo in cui ero in Marina, persi due miei grandi amici, uno dopo l’altro a distanza di pochi mesi. Questo invece di rafforzare la mia fede in Dio, me la fece perdere del tutto. Però essendo vissuto per tanto tempo e profondamente nell’ambito religioso, non sono mai riuscito a staccarmene del tutto. Infatti, ho iniziato a studiare la Bibbia piano piano. Prima leggendo saltuariamente alcuni versetti, poi con metodo, cioè dalla prima parola senza saltare niente. Il mio scopo era conoscere, sapere, non ero affatto preso dalla sacralità di quanto leggevo.

Piuttosto quando mi trovavo confuso, perché non ero in grado di capire cosa stessi leggendo, cercavo aiuto su internet. Il più delle volte però SAN GOOGLE dava talmente tante interpretazioni di una semplice frase, che ero ancora più in difficoltà. Altre volte quanto leggevo dovevo prenderlo alla lettera, altre volte invece no, perché era solo un simbolismo. Tutti i versetti erano stati scritti nelle epoche passate e il loro significato non poteva avere lo stesso senso di quanto si intende oggi. Alcuni versetti erano metaforici, altri allegorici, altri letterali, altri simbolici ecc. però non era stabilito quando si dovevano leggere in una maniera o in un’altra.
Non c’erano parametri a cui affidarsi! Solo gli esegeti che avevano tradotto i versetti sapevano come e quando applicarli. Un metodo che non mi soddisfaceva affatto, perché qualsiasi versetto poteva essere interpretato in vari modi a seconda del loro giudizio. Decisi che avrei letto solo in maniera letterale e solo quando i versetti non mi erano chiari, avrei cercato altro. Per esempio, se leggevo: passateli tutti a fil di spada, intendevo che dovevano ucciderli tutti e non altro.

La Bibbia è una raccolta di vari libri che furono scritti in vari periodi di tempo e di cui non si conoscono i veri autori, in seguito furono scritti migliaia di altri testi. In tutti questi anni, probabilmente, nessuno al mondo è in grado di stabilire quanti sono e soprattutto averli letti tutti. Bisogna per forza scegliere fra tutti trascurandone moltissimi che neanche si conoscono. Proprio per questo io non avendo tempo e né la cultura necessaria per comprendere certe elaborazioni filosofiche, lascio il tutto ai ricercatori che dedicano la loro vita a queste faccende. Qualcuno penserà che io mi stia perdendo il meglio di quello che esiste e forse avrà anche ragione, ma proprio non mi è possibile dedicarmi anche ai libri extra biblici se non a pochissimi. D’altra parte, credo che la maggior parte degli scritti sono elaborazioni di quanto si trova sulla Bibbia.

Faccio un esempio: quante volte abbiamo letto di Lucifero? Lo sappiamo tutti, lui è il principe che risplende di luce, una luce maligna. È forse il capo o uno dei diavoli più importanti. Libri e libri, addirittura film su Lucifero, famoso in tutto il mondo. Ebbene sulla Bibbia non esiste nessun diavolo che si chiami Lucifero. È solo l’estrapolazione di una frase per indicare Nabucodonosor che prima era potente e luminoso come il pianeta Venere.


ISAIA 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni?
Questo perché i Persiani con Ciro il grande sconfissero gli Assiri-Babilonesi uccidendo il loro re Nabucodonosor, che li aveva schiavizzati portandoli a Babilonia.
Felici per l’accaduto e per la libertà riacquistata, questi versetti di Isaia vennero divulgati tra gli israeliti, mentre finalmente poterono tornare a Gerusalemme. Lucifero in realtà LUCIFER nome latino del pianeta Venere. Ecco da questo semplice versetto di Isaia sono stati elaborati e scritti migliaia di libri creduti da tutti o quasi.

Così come il nome di Satana, dei demoni e degli angeli, insomma dovrei leggere quanto hanno inventato nel tempo scrittori vari, prendendo spunto dalla Bibbia dopo aver escogitato elucubrazioni varie? Purtroppo, siamo convinti che quello che ci raccontano sia vero, anche se è solo fantasia. Man mano che la notizia si diffonde e prende sempre più piede nella gente, poi è difficile se non impossibile toglierla dalla testa delle persone. Ormai è un dato di fatto scolpito a fuoco, come se lo avessero visto e toccato con mano.

Man mano che mi interessavo alla Bibbia, sono venuto a sapere che nel passato le sue vicende venivano divulgate oralmente e solo all’incirca nel X secolo A.C. si iniziò a scriverne qualcosa. Il Pentateuco, cioè i primi 5 libri scritti nel VI secolo A.C, si suppone siano stati scritti da Mosè, tranne il pezzo inerente la sua morte, che nella Torah


Dt 34,5-12, cioè gli ultimi 8 versetti si attribuiscono a Giosuè. (La parola “Torah” significa “insegnamento” in ebraico e disegna il Pentateuco, cioè i primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio).
La Bibbia era scritta con le sole consonanti e senza alcuna separazione di parole. Un poco come si usa fare oggi con l’inglese, che per abbreviare, conoscendo a priori il significato, si scrive rgds anziché regards per esempio. Naturalmente soltanto i dotti potevano leggerla perché la sapevano interpretare. In seguito iniziarono a vocalizzarla e a separare le parole distinguendole. Nacquero perciò alcune scuole appropriate tra cui quella masoretica tra il VI e il X secolo D.C. Tra i Masoreti tre erano le scuole: Babilonia, Tiberiade e Cesarea.
La Bibbia che adoperiamo noi è quella di Tiberiade di Leningrado, oggi San Pietroburgo.

Interessandomi continuamente alla Bibbia, ho scoperto che essa conta di numerosi libri al suo interno e fondamentalmente si divide in Antico e Nuovo Testamento, almeno per i cattolici. 46 libri dell'Antico Testamento e 27 del Nuovo Testamento per un totale di 73 libri. Questo fu stabilito nel Concilio di Trento (1545-1563).

Però esistono per le varie branche del cristianesimo Bibbie diverse dalla nostra, cioè che contengono libri diversi ed altri uguali. Per tutti vi sono libri canonici cioè considerati sacri e altri detti apocrifi, sempre molto 4 interessanti e affascinanti. Per esempio, il libro di Enoch per noi è apocrifo, mentre per i cristiani Copti è canonico. Per i cristiani ortodossi invece è valida solo quella dei 70 (septuaginta) scritta in greco 300 anni prima di Cristo in Egitto. Tra l’altro, tra il 1947 e il 1956, sono stati ritrovati a Qumran, nei pressi del Mar Morto, numerosi rotoli con versetti biblici ritenuti dagli studiosi esegeti, i più antichi di tutti e che mostrano delle discrepanze evidenti con altri scritti più recenti. Come scritto sopra, la vocalizzazione effettuata in vari secoli, la copiatura effettuata dagli amanuensi nelle varie abazie, dove probabilmente nelle trascrizioni potevano avvenire errori sia involontari e sia a proposito ha creato tante variazioni.
Infine, nelle varie traduzioni che dall’ebraico, aramaico, greco si potevano leggere nelle varie lingue di tutto il mondo, è evidente che la Bibbia, non avendo un originale, è stata sottoposta a molte modifiche. In più si dice che ogni traduzione è una specie di tradimento. Immaginiamo una lingua polisemica come quella ebraica tradotta con un’altra polisemica come l’italiano, quale parola si sceglierà e quale indicherà nel migliore dei modi ciò che forse voleva significare quella del passato?

Per ultimo farei un’altra considerazione, cioè quanti del miliardo e settecentomila cristiani che si contano nel mondo ha davvero letto la Bibbia? E quanti, coloro che la insegnano o la seguono. essendo ministri di tale religione, conoscono le lingue in cui è stata scritta? Eppure, una grandissima quantità di costoro sono certi che tutto ciò che ci raccontano sia vero, reale, davvero accaduto.
Ma ancora di più, adesso che ho qualche conoscenza della Bibbia, quella comune della CEI che si può comprare in qualsiasi edicola, mi sono meravigliato che mentre sulla Bibbia c’è scritto una cosa, nelle prediche se ne racconta un’altra. In pratica quasi tutto quello che mi hanno insegnato nella dottrina, a scuola, visto nei film, non corrisponde a quanto leggo sulla Bibbia. Probabilmente io traviso interpretando maldestramente quanto leggo, perché anche se leggo insieme ad altri le stesse frasi, io intendo in maniera diversa da chi sta leggendo insieme a me. Eppure mi sforzo di leggere letteralmente, come scritto precedentemente.
Per esempio, a mio parere, sulla Bibbia non esiste il peccato originale. Non so quante volte ho letto il capitolo 3 della Genesi cercando di essere il più obiettivo possibile e di capire fino in fondo parola per parola. La conclusione del versetto 22 definisce per me, senza alcun dubbio, che Dio abbia cacciato Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, non perché avessero disobbedito al suo ordine di non mangiare dall’albero della conoscenza, bensì per timore che non prendessero qualcosa anche dall’albero della vita e vivessero per sempre. Quindi li cacciò per prevenzione non perché avevano disobbedito. Certo per la disobbedienza li ha castigati, c’è scritto chiaramente, lavoro duro, parto doloroso ecc.
Poi quando si dice che la morte arrivò tramite il diavolo, che io non riesco a vedere in alcun modo nel serpente, non è vero, perché loro erano già mortali non immortali. Poi mi sono sempre chiesto come è possibile condannare Adamo ed Eva perché hanno fatto del male quando non sapevano nemmeno cosa fosse?


Genesi 3,22  Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!

Sto semplicemente leggendo cosa c’è scritto sulla Bibbia, anche se sono consapevole che molti sorvolano su questi scritti ritenendoli validi solo per chi viveva in quei tempi, una maniera per far capire le situazioni in maniera elementare, semplice. Invece altri versetti dobbiamo prenderli così come recitan. Mi pare troppo comodo o sbaglio?

Forse davvero io leggo ma non capisco, è possibile! Comunque sia, fino all’arrivo di Paolo, nella lettera ai Romani nel capitolo 5 non si parlava di peccato per tutti gli uomini anche a quelli che verranno. Poi Agostino, riprendendo la lettera ai Romani, dichiara che l'umanità vive nel peccato proprio a causa di Adamo ed Eva.

Per sostenere le sue tesi utilizza la dottrina del Traducianesimo, dottrina secondo la quale l'anima si tramanda di padre in figlio, e quindi conserva il peccato originale. Tesi smentita però nel Nuovo Testamento. Sant'Agostino, il grande padre e dottore della Chiesa, credeva fermamente nella predestinazione, sostenendo che soltanto gli eletti da Dio avrebbero ottenuto la salvezza. Nessuno, comunque, può sapere se è tra gli eletti: tutti sono quindi tenuti a vivere nel rispetto della religione e nel timore di Dio.

                                                                          Pappalardo Natale maggio 2025
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